Crea sito

ZEROVSKIJ-SOLO PER AMORE

La settimana scorsa nel cinema di Velletri è stato proiettato, per tre giorni, il film spettacolo sul concerto di Renato Zero svoltosi nell’arena di Verona, intitolato “Zerovskij-solo per amore”.

La storia è ambientata in una stazione ferroviaria denominata “Stazione Terra”. Sullo sfondo campeggia un enorme lucernario di vetri piombati e sul palco ogni ausilio del capostazione ha un gusto retrò. Naturalmente il capostazione è Renato Zero, ossia Zerovskij, che per quasi tutto il film indossa una divisa nera e delle scarpe da ginnastica, anch’esse nere, sul naso un paio di occhialini tondi da riparatore di orologi e calza in testa un cappello con visiera che lascia intravedere due basette puntute, come delle lancette di un orologio e una cresta corvina sulla nuca.

La trama ruota intorno a un personaggio, un ventenne, abbandonato anni prima, quando era ancora in fasce, in un vagone dismesso e raccolto da Zerovskij. La mancanza della figura paterna lo spinge verso delle vie autodistruttive, ma nel corso della narrazione compirà un percorso che lo porterà alla soluzione dei suoi problemi, con l’aiuto del capostazione. Sul palco sono presenti i personaggi di Adamo ed Eva che, attualizzati e in fuga da anni, incarnano vizi e virtù del genere umano. Ci sono inoltre attori che rappresentano la personificazione del Tempo, dell’Odio, della Morte e dell’Amore. Quest’ultimo è stato ideato come un disabile su una sedia a rotelle, così ridotto dal cattivo uso che gli uomini fanno di lui. Fuori scena, in ripresa video compare Gigi Proietti, nella parte di un barbone terrorista, e Dio, ossia la voce che ha il compito di narrare e di guidare i personaggi, interpretata da Pino Insegno.

Lo spettacolo molto spesso si trasforma in un vero e proprio musical, nel quale le canzoni inedite di Renato Zero la fanno da padrone. Quasi come in un’opera teatrale, gli  attori ci donano delle performance interpretative notevoli. Renato Zero, nonostante il fatto che la sua voce fosse registrata, ci ha regalato tutta una serie di sentimenti con la sola mimica facciale e con le sue abili mani.

Sebbene io non sia una fan della musica di Renato Zero, ho trovato lo spettacolo interessante e piacevole da guardare. La successione scenica è stata particolarmente affascinante e ha saputo trattare argomenti quotidiani in modo semplice, comprensibile ed indelebile. Dopo tutto si sa, la violenza e l’abbandono sono argomenti delicati che ci toccano nel profondo.

Sara Di Tullio