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Wonder: un inno alla diversità

 

Tratto dal best seller da 5 milioni di copie vendute, Wonder di R.J. Palacio è al cinema grazie a Stephen Chbosky, sceneggiatore e regista di “Noi siamo infinito”, tratto dal suo romanzo “Ragazzo da parete”.

Il protagonista di Wonder è August Pullman (Jacob Tremblay). Auggie ha dieci anni, gioca alla playstation e adora Halloween, unico giorno dell’anno in cui si sente normale.

Affetto dalla sindrome di Treacher-Collins, una rara malattia che colpisce le fattezze di una persona lasciando inalterato tutto il resto, Auggie ha subito ventisette interventi per cercare di rendere il suo viso meno respingente e nasconde il suo segreto sotto un casco da astronauta. Protetto dall’amore della madre (Julia Roberts) e dall’ironia del padre (Owen Wilson), oltre che dalla pazienza affettuosa della sorella (Izabela Vidovic), non è mai andato a scuola per evitare un confronto troppo doloroso con gli altri. È tempo però di affrontare il mondo e gli sguardi sconcertati di allievi e professori. Il ragazzino faticherà ad integrarsi e subirà la cattiveria dei compagni in silenzio, tuttavia Auggie riuscirà a farsi degli amici veri e riuscirà a trovare un amore diverso da quello materno.

Con circa 291.5-milioni di dollari incassati fino ad oggi, Wonder è un film per tutti, che invita alla gentilezza verso il prossimo e lo fa in maniera non banale, con personaggi ben caratterizzati e dialoghi spesso ricchi di ironia. Le scene toccanti sono numerose, ma sempre moderate. Jacob Tremblay si riconferma una vera promessa della recitazione e le interpretazioni degli altri attori restano sempre molto realistiche.

Wonder è un film che può sicuramente insegnare qualcosa, ai bambini e ancor di più agli adulti.

 

Habilaj Sara