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Woman’s Day : anche il Landi ricorda

L’ incendio avvenuto nel 1857 negli Stati Uniti, quando all’incirca cento donne in fabbrica persero la vita, è il fatto più conosciuto come origine della giornata dell’8 Marzo, ͞Giornata Internazionale delle Donne͟, eppure è stato riconosciuto come un falso storico. In realtà l’iniziativa di festeggiare internazionalmente la donna nasce nel 1990 negli Stati Uniti, su proposta del Partito socialista americano. Un anno dopo, la mozione venne raccolta da Clara Zetkin a Copenaghen, durante la Conferenza internazionale delle donne socialiste. Dalle documentazioni di questo convegno, non è ben chiaro il perché si è scelto questa specifica data, l’8 Marzo, e infatti fino al 1921 molti Paesi celebrarono le loro grandi donne in giorni differenti. In occasione però della conferenza delle donne comuniste, tenuta a Mosca in quello stesso anno, si è arrivati ad un punto d’incontro e quindi scelto una data comune, in ricordo inoltre della manifestazione contro lo zarismo delle donne di San Pietroburgo del 1917. Nel settembre 1946 inoltre, a conclusione della Seconda Guerra Mondiale, tre donne italiane : Teresa Noce, Rita Montagnana e Teresa Mattei, scelsero un bocciolo di mimosa per simboleggiare una festa che iniziava ad esser celebrata con continuità. Tale bocciolo dorato è senza dubbio il simbolo di una femminilità e di una conquista personale di ogni donna che ha lottato per i propri diritti e per la propria libertà. Anche il nostro liceo ha deciso di omaggiare queste donne che hanno avuto il coraggio di ribellarsi agli atti maschilisti e violenti della società e con loro tutte le donne che quotidianamente esprimono al meglio la loro dignità femminile. I ragazzi della ͞Gazzetta del Landi hanno ideato un progetto che facesse sentire speciali anche noi studentesse : è stato allestito un muro, sul quale sono state esposte le foto di donne che sono riuscite a superare degli ostacoli, uscendone vincitrici. Alcune delle donne rappresentate sono anche giovani ragazze che hanno dovuto affrontare problemi difficili di salute. Un esempio è la schermitrice paralimpica Beatrice Vio, una ragazza di 21 anni che alla fine del 2008, all’età di 11 anni, fu colpita da una meningite fulminante che le causò un’estesa infezione la quale portò all’amputazione degli avambracci e delle gambe. Nonostante abbia riscontrato delle difficoltà e abbia affrontato momenti bui, la giovane ragazza vive la sua realtà con un simpaticissimo motto ͞”Lavita è una figata”, spronando così tutti quelle persone affette da malattie a proseguire senza paura e a ͞prendere͟ la vita come viene.Una donna che invece si è imposta nell’ambito della neurologia è stata Rita Levi-Moltancini. Negli anni cinquanta le sue ricerche la portarono a vincere il premio Nobel per la medicina e poi, nel 2001, ad essere nominata senatrice a vita “per aver illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo scientifico e sociale”. Al centro del grande muro del liceo, è stato appeso uno specchio in modo da ricordare a qualunque donna passasse di lì di guardarsi sempre in volto, di sapersi sempre riconoscere e di concedersi di giudicarsi SPECIALE ogni giorno.

Raponi Chiara