Crea sito

I VIAGGI DELLA SPERANZA

Non passa giorno che non si sentano notizie di persone disperate, donne e uomini d’ogni età provenienti da tutto il mondo, soprattutto dall’Oriente e dal Nord Africa, che si imbarcano su mezzi di fortuna, inseguendo il sogno di raggiungere paesi dove sperano di poter vivere serenamente.L’immigrazione è un fenomeno antico, che ai giorni nostri ha avuto un forte incremento, riconducibile soprattutto al diverso grado di benessere tra stati arretrati e più sviluppati. Molti possono essere i motivi che spingono tali persone ad affrontare questi viaggi di speranza, soprattutto guerre che coinvolgono gli stati da cui provengono, come anche fame e povertà, dovute alla mancanza di lavoro e di prospettive. I clandestini sognano di trovare finalmente delle condizioni di vita dignitose nel paese che tentano di raggiungere, ma il più delle volte questa utopia svanisce e gli immigrati finiscono per essere sfruttati per fini illeciti, come la prostituzione, lo spaccio di droga, il furto e il lavoro in nero.

Nel nostro paese non abbiamo leggi adeguate per affrontare queste emergenze. Gli immigrati vengono accolti in Italia nei centri di accoglienza, che però non sono sufficienti per dare assistenza e sostegno a queste persone, che sono ormai troppe rispetto ai posti disponibili. Si è sviluppato un atteggiamento di diffidenza da parte nostra nei loro confronti; del resto, con l’aumento dell’immigrazione, si sono anche moltiplicati gli episodi di scippi, violenze e reati vari, di cui prima si sentiva molto meno parlare; per questo siamo molto più timorosi e, purtroppo, in molti casi, xenofobi, ossia impauriti da ciò che è diverso da noi, nei confronti degli immigrati.

Diversamente, in un mondo in cui deve essere valorizzata la globalizzazione, è necessario imparare a conoscere le diversità, comprendendo che molti possono essere i vantaggi ad integrarle nel nostro sistema, nel rispetto e nella salvaguardia di tutte le culture. In questi giorni, il fenomeno dell’immigrazione è balzato agli onori della cronaca, è diventato oggetto di grande interesse per la presa di posizione a tal riguardo del neo-eletto presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump. Quest’ultimo ha adottato una politica repressiva nei confronti degli immigrati: ha bloccato l’ingresso di rifugiati e cittadini di sette paesi a maggioranza islamica: Iraq, Iran,Yemen, Somalia, Libia, Sudan e Siria.

Questo atteggiamento discriminatorio è giustificato per lo più dalla paura del terrorismo: si teme infatti che le cellule terroristiche possano superare le frontiere, servendosi del flusso migratorio. Sempre per contrastare il problema dell’immigrazione, Trump ha disposto il completamento del muro che divide Messico e Stati Uniti, iniziato nel 1984 da Bill Clinton. Diverse sono state le reazioni delle autorità politiche nel mondo, rispetto a tale politica anti-immigrazione del Presidente americano. Il Presidente ha ricevuto critiche durissime da parte dell’ONU, dell’Unione Europea, di Bruxelles, di altri Organismi mondiali, degli Stati interessati e di tanti altri. Il suo è stato considerato un atto illegale e meschino. L’Alto Commissario dell’ONU per i diritti umani, Zeid Raad Al-Husein, ha affermato:<La discriminazione basata sulla nazionalità è proibita dal diritto umanitario>.

Questo pensiero, del resto, è condiviso dagli stati membri della Comunità Europea, per i quali la fondamentale lotta al terrorismo non giustifica in nessun modo il sospetto contro persone di una data fede, in questo caso musulmana, o persone di diversa origine. Facendo diversamente si va contro l’esigenza fondamentale dell’aiuto internazionale ai profughi, nello spirito di cooperazione tra tutti i popoli del mondo.

Martina Vulcano