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VACCINI OBBLIGATORI NELLE SCUOLE: È POLEMICA IN PARLAMENTO.

Nelle ultime settimane si è tornato a parlare dell’obbligo delle vaccinazioni per poter iscriversi a scuola. Argomento che ha suscitato polemiche anche all’interno del Parlamento, in cui il ministro della salute Beatrice Lorenzin ha annunciato di avere già pronto un testo di legge che prevede quanto sopra citato, ma da Palazzo Chigi non sembra esserci nessuna conferma, almeno per ora. Infatti, il ministro dell’istruzione Valeria Fedeli ha dichiarato che il testo andasse studiato e concordato prima della discussione per salvaguardare il diritto allo studio.

Al momento, solo in Emilia Romagna e a Trieste i vaccini sono stati resi obbligatori nelle scuole: la giunta emiliana e quella friulana hanno infatti promulgato una specifica legge che introduce l’obbligo vaccinale per antipolio, antidifterica, antitetanica e antiepatite B per l’iscrizione agli asili nido e ai servizi educativi e ricreativi (pubblici e privati), a partire dall’anno scolastico 2017/2018 ed ora l’intenzione del governo sembra essere quella di estendere l’obbligo a tutto il paese.

Stando alle prime indiscrezioni, il testo prevederebbe che ogni anno il ministero della Salute stili una lista dei vaccini obbligatori per l’accesso alla scuola, sia per i nuovi iscritti che per i frequentanti. Molto probabilmente, come anticipato da Lorenzin, alla lista dei vaccini obbligatori si aggiungeranno anche quelli contro haemophilus B, morbillo, parotite, rosolia, pneumococco e meningococco C.

Anche in Lombardia si sta da tempo discutendo della questione e sembra si sia giunti ad un punto di svolta: stando a quanto riporta La Repubblica, infatti, entro l’estate la giunta Maroni approverà nuove regole per gli asili nido: tra queste, l’obbligo per i genitori di presentare, insieme alla domanda di iscrizione, i certificati vaccinali dei bimbi, senza i quali non potranno iscriversi.

Di Candidi Francesco