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UN DISASTRO DA NON DIMENTICARE

Fin dal passato lo spazio ha sempre attirato l’attenzione di tutti noi; molti poeti si sono soffermati a descriverlo e tutt’ora ne siamo affascinati. Siamo riusciti a raggiungere mete che gli antichi avrebbero considerato impossibili, tra cui la Luna. Non dobbiamo tuttavia dimenticare che questi risultati hanno comportato un caro prezzo di vite umane, da quando l’uomo ha iniziato la corsa verso lo spazio durante la Guerra Fredda. In questi giorni vogliamo soprattutto riportare alla memoria il disastro dello Shuttle Columbia verificatosi 15 anni fa il 1 Febbraio 2003. Quel giorno i sette membri dell’equipaggio avevano portato a termine la missione STS-107 e al rientro persero la vita; questi erano: Rick D. Husband, William C. McCool, Michael P. Anderson, Ilan Ramon, Kalpana Chawla, David M. Brown e Laurel Blair Salton Clark.Bisogna ricordare che la partenza di questo shuttle aveva subito innumerevoli posticipazioni a causa di numerosi problemi tecnici; infine il 16 Gennaio, risolte le difficoltà riscontrate, la navicella decollò. Durante la partenza e la permanenza di quindici giorni nello spazio non si osservarono particolari complicazioni. L’inizio della fine era tuttavia avvenuto proprio al momento della partenza: una parte della schiuma usata come isolante del serbatoio esterno si staccò colpendo l’ala sinistra. Una cosa simile era già avvenuta in quattro precedenti voli (questo shuttle venne utilizzato per ventotto missioni), e proprio per questa ragione era stata montata una telecamera esterna. Due ore dopo il lancio venne controllato il video e si notò il distacco della schiuma, senza però stabilire con precisione l’entità del danno. A sedici minuti dall’atterraggio i gas roventi dell’atmosfera penetrarono dalla lesione dell’ala indebolendola. Da Terra non si ricevevano più i segnali inviati dai sensori dell’ala danneggiata. Molti testimoni avevano osservato lampi di luce mentre lo shuttle sorvolava il Nevada. Tutto ciò comportò l’inevitabile distruzione del Columbia che si disintegrò. L’ultima parte ad essere distrutta fu il modulo dell’equipaggio. I frammenti della navicella vennero ritrovati principalmente in Texas e da questi vennero avviate le indagini per capire la causa del disastro, identificata solo in seguito.

Dopo questo incidente le missioni spaziali vennero rimandate, infatti il 1Marzo era prevista la partenza dell’Atlantis, come la costruzione della Stazione Spaziale internazionale, fino al 2005. Gli Shuttle non sono più utilizzati dalla NASA dal 2011, l’ultima missione fu quella del Discovery l’8 Luglio. Attualmente il prossimo obiettivo della NASA è mettere piede su Marte.

Addessi Seila