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TOYS’R’US: LA FINE DEL MONDO DEI GIOCATTOLI

Toys’R’US è sempre stato il punto di riferimento di milioni di genitori e bambini che, per un motivo o per un altro, si immergevano nel mondo dei giocattoli. Infatti questo negozio non è una semplice azienda, ma una vera e propria famiglia, che ha coinvolto molte generazioni rendendo felici; soprattutto i bambini che, con la loro infinita immaginazione, credevano di entrare in un’enorme “casa del giocattolo” in cui poter giocare e fantasticare.

Nonostante la facilità di ricevere a casa propria gli acquisti tramite un semplice click, per molti il fascino dei negozi sembrava mantenere un’attrazione che nessuno schermo di computer potrà mai vantare, con scaffali pieni di giocattoli colorati, pupazzi, libri, trenini e infiniti oggetti che i bambini scelgono di persona. Fare acquisti in un negozio di giocattoli, quindi, per i più piccoli è un’esperienza da favola e per gli adulti diventa un ricordo che li riporta nel regno della fantasia.

L’impresa, con il passare del tempo, ha riscontrato però grossi problemi finanziari. Questa non è riuscita ad essere competitiva di fronte ai colossi del commercio online, come eEbay e Amazon, che propongono offerte più vantaggiose, con prezzi generalmente più bassi. Inoltre offrono anche la possibilità di scelta potenzialmente illimitata e, soprattutto, un minore dispendio di tempo e di energie che hanno portato la maggioranza dei consumatori a comprare sempre più frequentemente dai siti internet, mettendo così in difficoltà i negozi.

Nel Toys’R’US, nonostante l’amministrazione controllata e i vari prestiti finanziari, l’impresa, con sede nel New Jersey, ha deciso di chiudere, per ora, ben 182 negozi negli Stati Uniti. Probabilmente abbasserà gradualmente le serrande di tutti i suoi punti vendita, che sono circa 1600, mettendo a rischio più di 60.000 dipendenti. Il valore del debito ammonta ora ad una somma di oltre 7 miliardi.

Già vittima di questa nuova era 2.0 è stato, nel 2015, il leggendario “ Fao Schwarz”, sulla Fifth Avenue di Manhattan che, dopo 153 anni di attività, ha dovuto chiudere a causa dell’affitto ormai diventato eccessivo in base al guadagno.

Adesso c’è da chiedersi se anche l’Italia sarà vittima dell’e-commerce, ma il presidente dell’ Assogiocattoli afferma che il mercato statunitense, pari a 20 miliardi di dollari, è differente da quello italiano, che invece vale 1,5 miliardi di euro, e che non è quindi un problema per il nostro paese.

Astolfi Michela