Crea sito

Summit Storico nel Sol Levante

Dopo tensioni politiche mondiali, lanci missilistici non autorizzati, minacce e un clima di tensione simile a quello vissuto durante la guerra fredda, la Corea del Nord comincia finalmente ad avere un atteggiamento più diplomatico e meno ostile verso gli altri paesi, in primo luogo con la confinante sorella: la Corea del Sud. ͞Il presidente sudcoreano Moon Jae-in e il leader nordcoreano Kim Jong-un comunicheranno insieme i risultati del summit in corso quando saranno raggiunti gli accordi: ha anticipato il portavoce presidenziale Yoon Young-chan in un briefing con la stampa trasmesso da Arirang Tv. I due leader hanno avuto “discussioni serie e franche sui modi per arrivare alla denuclearizzazione della penisola coreana, per stabilire una pace permanente e per sviluppare le relazioni Sud-Nord”. La stretta di mano storica tra Kim Jong-un e Moon Jae-in è maturata alle 9:30 (le 2:30 in Italia) a cavallo della linea di demarcazione del villaggio di Panmunjom, primo gesto degli auspici che il terzo summit intercoreano possa dare vita a una “nuova storia dei rapporti” tra i due Paesi divisi al 38/mo parallelo all’insegna di una pace stabile e duratura cementata dalla sperata (dal Sud) denuclearizzazione. Kim ha raggiunto il confine avendo al fianco i collaboratori chiave. Indossando il tradizionale abito scuro in stile Mao, ha camminato verso lo stretto corridoio che separa i due edifici dei meeting, noti come T2 e T3, nella Joint Security Area (Jsa). Moon lo ha atteso sorridente sul cordolo di cemento che segnala il confine: i due hanno posato per i flash dei fotografi a immortalare l’evento. Kim, primo leader della famiglia al potere da circa 70 anni a calpestare il territorio sudcoreano, ha a sorpresa sollecitato Moon a riattraversare il confine, cosa fatta tenendosi per mano. Pochi secondi dopo, i due sono tornati al Sud incamminandosi sul tappeto rosso, dietro la guardia presidenziale sudcoreana in costume tradizionale. Alla Peace House, luogo scelto per i negoziati, si è tenuta la cerimonia di benvenuto e i due leader hanno passato in rassegna il picchetto d’onore e presentato le rispettive delegazioni. “Una nuova storia adesso, a un punto di partenza della storia di una nuova era di pace”, recita l’intero messaggio scritto da Kim sul libro degli ospiti. Poco dopo ha avuto inizio la prima tornata di colloqui del summit, partiti alle 10:15 locali (3:15 in Italia) e in anticipo di 15 minuti sulla scaletta concordata dopo lunghe negoziazioni e diversi sopralluoghi. Kim ha auspicato colloqui “franchi” sulle questioni della penisola, “non sprecando tempo e occasione” offerti per ottenere “buoni risultati”, avendo alla sua sinistra la sorella Kim Yo-jong, intenta a prendere appunti e in un ruolo sempre più strategico. Moon, da parte sua, ha ricordato che “il mondo guarda a Panmunjom”, diventato “simbolo di pace, non di divisione” grazie alla visita di Kim. Il primo round di colloqui si è concluso alla Peace House di Panmunjom dopo circa due ore. Kim ha attraversato il confine per tornare al Nord e nel pomeriggio è tornato al Sud per altri eventi finalizzati a rafforzare la fiducia reciproca, tra cui una passeggiata. A seguire nuovi colloqui, la firma della dichiarazione congiunta e la cena finale offerta da Moon.͞In occasione dello “storico incontro” tra i presidenti della Corea del Sud e del Nord, “auguriamo al popolo coreano ogni bene” e “speriamo che i colloqui facciamo progressi verso un futuro di pace e prosperità per l’intera penisola coreana. E’ l’auspicio della Casa Bianca.

Sarà vera o falsa redenzione? Sarà il tempo a rispondere, per ora possiamo solo auspicare a un futuro di pace e denuclearizzazione.

Gabriele Mascoloì