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Street art: vandalismo o creatività?

La street art ,meglio conosciuta come arte di strada, nasce quarant’anni fa quando numerosi artisti abbandonarono il movimento del graffitismo. Essa consiste nella produzione ed esposizione di opere d’arte in luoghi pubblici , a volte anche senza  regolari concessioni,  attraverso bombolette spray, adesivi artistici e stencil. Ma si tratta di vandalismo o creatività? Ogni artista che pratica arte di strada ha le proprie motivazioni personali: alcuni la praticano per contestare contro la società o la politica. Mentre altri vedono la città come posto in cui potersi esporre liberamente in quanto l’arte di strada è fruita da un pubblico vastissimo. Sicuramente la street art è nata come espressione illegale, fuori dall’ordinario e non ha niente a che vedere con le grandi gallerie d’arte. Spesso questo fenomeno è stato etichettato come atto di vandalismo proprio perché la si esprime su mezzi ed edifici pubblici, ma nessuno accuserebbe mai di vandalismo Haring, Blu, Bansky e altri artisti di questo calibro. Perché? Perché i loro disegni sono opere d’arte che fanno riflettere sui problemi che ogni giorno affrontiamo. Perciò,in conclusione, l’arte di strada potrebbe sostituirsi al graffitismo illegale e dovrebbe essere considerata come risorsa, come è avvenuto a Roma, presso il museo Macro dove è stata allestita la mostra “Cross the streets” che ci farà ammirare opere di questo genere dal 7 maggio 2017 al 1 ottobre 2017.
Linda Moroni