Crea sito

STESSA MELODIA, NUOVA ARMONIA SEMPLICE MAGIA: “LA BELLA E LA BESTIA” TORNA SUL GRANDE SCHERMO

Ventisei anni dopo l’uscita del film d’animazione, il film live action de “La Bella e la Bestia” è finalmente uscito nelle sale. Con Emma Watson nei panni di Belle e Dan Stevens in quelli (prevalentemente digitali) della Bestia, il blockbuster Disney è stato diretto da Bill Condon ed è disponibile in 800 sale in tutta Italia, anche in 3D.

Molto tempo fa, un principe viziato ed egoista viveva nel suo più che lussuoso palazzo. Un giorno, durante un temporale, una vecchia donna bussò al portone per chiedere rifugio offrendosi di pagare con una rosa; il principe la cacciò ritenendo la sua offerta non degna. Ma questo fu un grosso sbaglio. La vecchia era in realtà una fata che lo stava mettendo alla prova. Lui non la superò e venne punito con la trasformazione in una Creatura mostruosa. Tutto il castello pagò le conseguenze del sortilegio e ogni suo abitante fu trasformato in un oggetto casalingo animato. Il sortilegio agisce inoltre su tutto il regno del principe, cancellando la memoria delle popolazioni dei villaggi vicini, i quali dimenticano l’esistenza del castello e del sovrano, come se non fossero mai esistiti. Il castello rimane così isolato nella foresta, in una sorta di inverno perenne e di spazio fuori tempo, per via dell’incantesimo. Prima di andare via, la maga lascia alla Bestia una rosa incantata: se il principe fosse riuscito ad amare e a farsi amare a sua volta prima che fosse caduto l’ultimo petalo, l’incantesimo si sarebbe spezzato; in caso contrario il sortilegio sarebbe divenuto permanente. Il tempo passa, ma nulla cambia, il castello resta per anni isolato da tutto e tutti. Fino all’arrivo di Belle, una bella ed intelligente ragazza che adora leggere libri e sogna di vivere le avventure che trova nelle loro pagine, è corteggiata dal bello e meschino Gaston, l’uomo più popolare del paese ed è molto legata al babbo. Quando quest’ultimo viene rapito e tenuto prigioniero nel castello Bestia umanoide, Belle si offre in cambio del genitore: con l’aiuto degli abitanti fatati della cupa dimora, Belle comincerà a capire che la Bestia.

La storia, liberamente ispirata alla fiaba di Madame Leprince de Beaumont, rimane un intelligente racconto morale di buon auspicio per la crescita dei più piccoli, e un ottimo momento per gli adulti che ne abbiano dimenticato i temi: diritto di autodeterminazione al di là dei ruoli imposti dalla società (il ruolo preconfezionato della donna, il ruolo preconfezionato del “brutto”), bellezza interiore (idea su cui va di moda ironizzare, ma non per questo è un concetto invecchiato), importanza dell’istruzione. Un film piacevole per gli amanti dei musical, ma non si sarebbe potuto fare di più? I momenti più interessanti sono prevalentemente quelli musicali, che già conosciamo grazie al classico Disney. Ci verranno pure raccontati maggiori dettagli sulla vita di Belle e la Bestia, ma in modo poco approfondito – soprattutto il passato della Bestia. A questo punto, perché non utilizzare quei minuti per sottolineare maggiormente il cambiamento dei sentimenti che Belle inizia a provare per la Bestia? Questo avviene infatti in modo molto superficiale e veloce. Personalmente l’ho trovato un film godibile, divertente, piacevole, ma che non lascia più di quanto ci abbia già lasciato il Classico del 1991.
Lavinia Papi