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SPLIT: PROMOSSO O BOCCIATO?

Split è un thriller psicologico, scritto, diretto e prodotto da M. Night Shyamalan nel 2016, uscito nelle sale italiane il 26 Gennaio scorso e fin da subito molto discusso.

All’apparenza sembra un thriller piuttosto diretto, ma in realtà è un film dalla struttura complessa che inizia da piccoli dettagli per aprire porte verso un altro mondo, mondo che si trova tutto nella testa del protagonista.

Nella scena iniziale si vede Casey (Anya Taylor-Joy), ragazza problematica ed emarginata, che non sa come tornare a casa dopo un compleanno a cui è stata invitata per pietà; Claire, la festeggiata, e suo padre offrono un passaggio a lei e a Marcia, una amica di Claire. In macchina, Claire e Marcia, impegnate a controllare lo smartphone non si accorgono che uno sconosciuto entra al posto del padre e prima che le tre possano parlare le stordisce. Le ragazze si svegliano in un seminterrato in cui la porta è bloccata: sono prigioniere di Kevin Wendell Crumb (James McAvoy).

Nei giorni seguenti assistiamo a tentativi di fuga vani, sedute psichiatriche di Kevin e flashback di Casey che ci faranno capire che infanzia ha avuto; inoltre scopriamo che Kevin è più pericoloso di quel che sembra: è affetto dalla DID (disturbo dissociativo dellidentità) e in lui vivono ventitre personalità diverse. Le più malvagie hanno preso il controllo sulle altre per svegliare la ventiquattresima identità che è la più temuta di tutte, The Beast. Durante lo svolgimento del film scopriamo che Kevin non ha vissuto un’infanzia spensierata a causa della madre troppo oppressiva, infatti svilupperà alcune personalità correlate a questo periodo: Dennis (ha un disturbo ossessivo-compulsivo di ordine e lavaggio proprio come la madre di Kevin) ed Edwig (un bambino di 9 anni in cerca di qualcuno con cui giocare, praticamente il bambino che Kevin non è mai potuto essere). Mentre la psichiatra di Kevin, la dottoressa Fletcher, è sempre più preoccupata perché teme che Kevin stia andando incontro ad un collasso nervoso, impareremo a conoscere meglio Casey. Ma cosa accadrà quando arriverà La Bestia?

Shyamalan ha voluto portare avanti un’idea che non è una novità per quanto riguarda i suoi film, ovvero il cambio repentino di genere, riuscito anche grazie all’immedesimazione disumana di McAvoy. Infatti per tutto il tempo si è convinti di guardare una cosa, e alla fine ci accorgiamo di trovarci in un film di tutt’altro genere. Inoltre non ha basato il film su “sorprese” a effetto, solo nel finale troviamo il plot twist che lascia con una bella domanda a cui spero Shyamalan voglia dare una risposta molto presto.

 

Lavinia Papi