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SPARATORIA SUGLI CHAMPS ELYSÉES

Attacco terroristico nel cuore di Parigi. In uno dei luoghi più simbolici della capitale francese, gli Champs Elysées. Alla vigilia del voto per il primo turno delle elezioni presidenziali, domenica 22 Aprile. Verso le nove, secondo le prime ricostruzioni, un’auto con due persone a bordo si è affiancata a un furgone della polizia urbana, un uomo è sceso e ha sparato contro la pattuglia con un kalashnikov, uccidendo subito un agente e ferendone gravemente un altro. I poliziotti hanno comunque risposto al fuoco e ucciso l’assalitore, mentre il complice è riuscito a fuggire. Non è chiaro se a piedi – andandosi a rifugiare nel grande parcheggio sotterraneo degli Champs – o in auto. Stando alle prime notizie, il criminale abbattuto sarebbe un uomo schedato e quindi conosciuto dalle forze dell’ordine. L’intera zona è stata immediamente evacuata e blindata. In un primo momento si era pensato a una rapina a mano armata, ma la dinamica dell’attacco deponeva a favore dell’attacco terrorista. E infatti in serata l’inchiesta è stata affidata alla sezione antiterrorismo della Procura di Parigi. E pochi istanti dopo l’agenzia Amaq, legata allo Stato Islamico, ha riferito che l’attacco è stato compiuto da soldati dell’Isis, uno dei quali viene individuato in Abu Yusuf al Beljiki, ovvero “il belga”. Unanime solidarietà alle forze dell’ordine colpite nell’attacco di Parigi da parte dei candidati presidenziali francesi. Su Twitter, Marine Le Pen, la candidata del Front National, parla di «emozione e solidarietà alle nostre forze dell’ordine, di nuovo prese di mira». «Solidarietà e un pensiero alle famiglie delle vittime» è stata espressa dall’indipendente Emmanuel Macron.

Lavinia Papi