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I soldi fanno la felicità?

Se vi chiedessi qual è, secondo voi, uno dei paesi più felici al mondo probabilmente rispondereste qualche stato dal nome importante come per esempio Stati Uniti, Svezia o Giappone. Invece no. All’ottavo posto, fra i paesi con il FIL ( tasso di felicità interna lorda) più alti al mondo, figura il Bhutan, uno degli stati più poveri del continente asiatico ( si trova infatti fra India e Cina), con un estensione territoriale simile a quella Svizzera e con una popolazione che conta gli abitanti di Bologna. Ma come ha fatto uno stato al 116° posto nella graduatoria dei paesi con il PIL (prodotto interno lordo) più alto ad essere contemporaneamente all’8° posizione mondiale per felicità dei cittadini?

Dopo che il re, per sua stessa decisione, mise fine alla monarchia e fece sì che il popolo eleggesse i propri rappresentanti, nel 2008 si è deciso di abbandonare lo sviluppo de llo Stato secondo il PIL a favore del FIL. Da sempre esiste infatti il dibattito fra coloro che pensano che il PIL possa essere un elemento fuorviante per la crescita dell’economia di un Paese. Uno dei discorsi più famosi che riguardano questo pensiero fu pronunciato da John Fitzgerald Kennedy, Presidente degli Stati Uniti d’America, e diceva:

“ Il Prodotto Interno Lordo include l’inquinamento della nostra aria e la pubblicità delle sigarette, il costo delle ambulanze che ripuliscono le nostre strade dalle carneficine. Il PIL include anche il costo dei  lucchetti che servono per blindare le nostre porte e quello delle  prigioni per le persone che li scassinano…”

Per questo motivo il governo Bhutanese ha preferito investire negli ambiti che avrebbero favorito lo sviluppo del fattore FIL  come quello della sanità gratuita, dell’educazione e dell’energia rinnovabile piuttosto che in settori che avrebbero generato un maggiore guadagno, ma anche un maggiore inquinamento, come il settore meccanico o il settore tecnologico.

Il FIL si calcola secondo nove fattori che vanno dalla qualità dell’aria al benessere psicologico dei cittadini, dall’educazione alla biodiversità. E per ora, questo piccolissimo stato arroccato sulle montagne Himalayane se la sta cavando egregiamente a soddisfare la gran parte di questi fattori e a sfatare il mito che “i soldi fanno la felicità”.

 

Ascenzi Matteo