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IL SOCIAL E PIRANDELLO. UN TESORO TRA I PALAZZI DELLA PICCOLA VELLETRI.

Tra i palazzi della piccola Velletri, si nasconde un tesoro senza paragoni, l’abitazione di una signora dalle mille storie: la signora Renata Marsili Antonelli. Il suo è un patrimonio inestimabile fatto non solo di racconti, aneddoti ma anche di mobili, oggetti, quadri inediti di una delle più grandi e brillanti menti della letteratura e del teatro del ventesimo secolo. Di chi stiamo parlando? Dell’illustre Luigi Pirandello.

Rosolina Pirandello era la sorella maggiore di Luigi Pirandello ed era la nonna materna di Renata Marsili Antonelli che, dal 1988, ha dedicato la maggior parte della sua vita a scovare tra le vecchie cantine della famiglia materna, qualsiasi oggetto che potesse aiutarla a costruire un vero e proprio identikit del famoso prozio e a comprendere, e tutto sommato scoprire, il “Pirandello uomo” o “Pirandello Intimo” (per citare il titolo di uno dei molteplici libri redatti dalla Signora Renata).

Un’ “investigazione”, la sua, possibile solo grazie a testimonianze lasciate per iscritto dal prozio; dalle dediche ai nipoti sino ad arrivare all’ “eldorado” del Pirandello intimo che è il suo epistolario completo.

Straordinario se ci pensiamo e un opportunità che ormai non si potrà più avere. In un mondo dinamico come quello in cui ci si trova oggi, dove i tempi non son più dilatati come quelli di una volta, dove i rapporti interpersonali, gli scambi di idee, sentimenti si sono ridotti a mere faccine mandate sul telefono tra una “navigazione” e l’altra, dove si stanno perdendo quelle capacità peculiari e quelle necessità impellenti di cui ha bisogno l’uomo.

“L’uomo è un animale politico e sociale” diceva Aristotele. Il termine “sociale”, specialmente dopo l’avvento dei “social media” e dei “social network” , sta prendendo un’accezione sempre più deviata e contorta rispetto al significato originario. Oggi si è “social” se si hanno tanti amici o seguaci sulle piattaforme mediatiche, se le proprie pagine sono piene di “mi piace” e “commenti”. Siamo ormai intrappolati in una “macchina” e in un sistema che ci sta facendo dimenticare chi siamo, ci sta facendo perdere la nostra identità, la nostra individualità e il nostro essere. Viviamo in un mondo in cui le nostre idee, i nostri pensieri non valgono niente. Condanniamo l’originalità e il diverso; siamo all’eterna ricerca e rincorriamo ininterrottamente l’ultima moda, l’ultimo “smartphone” o chi per lui. Stiamo abbandonando la capacità di comunicare, di esprimere i nostri sentimenti. Stiamo  perdendo la bellezza e il dono della parola, del linguaggio e inevitabilmente quello del calcolo che ci distingue dagli animali. La nostra, purtroppo,  è una situazione ormai di quasi totale marasma destinata o a peggiorare o a  migliorare.

La cultura passa in secondo piano, sepolta da un serie di futilità da cui veniamo riempiti e bombardati ogni giorno.

Ci nascondiamo dietro a maschere fatte di falsità nella speranza di apparire attraenti e affascinati quando in realtà ci siamo dimenticati quanto invece sia la cultura stessa a renderci belli. Questo effetto benevolo della cultura lo si può vedere e sperimentare in prima persona quando si è ipnotizzati nell’ascoltare la signora Marsili parlare delle sue storie, mostrare i quadri della nonna e del prozio e far vedere la sua casa pieni di pezzi di storia unici e di inestimabile valore. Un donna poliedrica, preparata in qualsiasi campo e oltre tutto, gentile, disponibile e sempre disposta a donare, con estrema modestia, quel suo ineffabile spessore culturale.

Un’opportunità, quella offerta ad alcuni docenti del Liceo Landi e al Direttore della redazione de “La Gazzetta del Landi”, straordinaria non solo per la possibilità di scoprire a fondo lati del genio Pirandello che non si trovano sui libri di scuola ma più che altro per vedere quanto la cultura, il linguaggio, il logicare siano fondamentali per l’uomo e come, purtroppo, le nuove generazioni lo stiano perdendo.

Il Pirandello Intimo: un vero e proprio tesoro nascosto tra i palazzi della piccola Velletri.

 

Matteo Molteni

Direttore de “La Gazzetta del Landi”