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Si mangia: è arrivato lo Street food!

Dal 19 al 21 maggio si è svolto a Velletri il festival dello street food che ha invaso Piazza Cairoli e tutte le strade adiacenti di buonissimi profumi.

Chi non ha avuto la fortuna di partecipare a questo evento si è perso l’opportunità di assaggiare i sapori del cibo di strada cucinato in delle simpaticissime apette e camioncini.

Infatti lo Street Food non è solo un fenomeno di moda, è un nuovo modo di vivere il rapporto millenario di una cultura con il proprio cibo, con le proprie radici, reinventandolo tutti i giorni in forma innovativa, sorprendente, pratica e soprattutto gustosa

Ma passiamo alla storia dello street food!
cosa si intende per cibo da strada?
Quali sono le sue carartteristiche?
Quali gli aspetti economici, antropologici e culturali?

Il cibo da strada, secondo la definizione della FAO, è costituito da quegli  alimenti, incluse le  bevande, già pronti per il consumo, che sono venduti (e spesso anche preparati) soprattutto in  strada  o in altri  luoghi pubblici (come mercatini o fiere), anche da commercianti ambulanti, spesso su un banchetto provvisorio, ma anche da furgoni o carretti ambulanti. Nei  centri storici  di alcune  città italiane si è diffusa una tipologia di piccoli locali specializzati nella preparazione e vendita di cibi da mangiare in strada.

Il consumo di cibo per strada consente, in genere, di mangiare in maniera più  informale, più rapida, e meno costosa rispetto al consumo di cibo in un  ristorante  o in altro luogo deputato allo scopo; per tale motivo, questa forma di alimentazione viene spesso preferita rispetto a modalità più formali di consumo, tanto da farle occupare un posto importante nell’alimentazione umana: stime della  FAO  indicano in ben 2,5 miliardi di persone al giorno il numero di coloro i quali si alimentano in questo modo. Il cibo da strada fa parte del più ampio fenomeno del  cibo informale (informal food sector), un settore che, nei  paesi in via di sviluppo, rappresenta una delle strategie adottate per provvedere ai propri  bisogni alimentari.

Alcuni cibi da strada rientrano nella categoria del  finger food  e del  fast food.
In altri casi, il consumo alimentare per strada si rivolge ad alimenti che, per lo scarso  valore alimentare  e  culturale, sono classificati nella categoria del  cibo spazzatura (junk food).

Il cibo di strada è strettamente legato al fenomeno del  cibo da asporto (take away/take-out), e ad altri fenomeni di consumo informale di cibo, come gli  snack, gli spuntini, il  fast food, il  pranzo al sacco.

L’ampiezza del fenomeno alimentare, messa in risalto dalle statistiche FAO, si collega ad altri  aspetti antropologici, come il rilevante ruolo occupato nell’economia umana, ma anche la messa in gioco di importanti  valori culturali,  identitari  ed  etnici. Spesso, infatti, i prodotti da consumare per strada sono specialità locali o regionali, come nel caso del  pani ca meusa  palermitano, il  ‘O pere e ‘o musso  della  cucina campana  e  napoletana, o il  kalakukko  della Regione dei laghi  finlandese.

In altri casi, invece, i prodotti non hanno un particolare legame culturale con il territorio in cui vengono offerti, o, pur avendone posseduto uno in passato, non lo conservano più, perché andato oramai perduto a seguito della loro diffusione al di fuori delle zone di origine (come è il caso della  pizza  e del  kebab). In alcuni casi, tuttavia, la diffusione al di fuori dei confini culturali originari, anche ampia, non ne ha cancellato la  connotazione etnica  e  i dentitaria.

Insomma, per la prima volta a Velletri i cittadini hanno potuto degustare una vasta varietà di pietanze che variano dal panino d’autore al cibo etnico in formato da passeggio, il tutto accompagnato da buona musica che ha reso l’evento allegro e vivace; gradito da grandi e piccini, ma soprattutto dai pancini.

Una splendida iniziativa organizzata dal nostro comune che speriamo abbia un seguito.

 

Eloise Di Blasi