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SI DEVE A JUANA ROMANI ANCHE LA NASCITA DEL CINEMA A VELLETRI

Quest’anno si celebrano i 150 anni dalla nascita della pittrice

 

Si celebrano quest’anno i centocinquant’anni della nascita di Juana Romani, la pittrice veliterna cui, tra l’altro, è intitolato l’Istituto Statale d’Arte della nostra città, oggi Liceo Artistico. Juana Romani, nata a Velletri nel 1867 e trasferitasi poi a Parigi, si impose in Francia divenendo una delle artiste più in voga della “Belle Epoque” , tanto che premiata con una medaglia d’argento all’Esposizione Universale di Parigi e fu acclamata dalla stampa nel 1901 come “una delle quaranta donne immortali che rappresentano l’Italia nel mondo”. Oggi le sue opere si trovano in collezioni private francesi, italiane e portoghesi e sono custodite in importanti musei di Parigi, Buenos Aires, New York e  Giappone. Ma non è della sua arte, né del suo sfortunato declino che l’ha vista trascorrere gli ultimi anni di vita in un istituto per persone con problemi mentali, che vogliamo parlare in questo articolo, bensì di una curiosità. In pochi sanno che si deve a Juana Romani anche la nascita del cinema a Velletri.

La storia del cinema a Velletri possiamo dire che sia iniziata il 21 ottobre del 1867. Quel giorno la nostra città era in festa ed acclamava la pittrice, tornata dalla Francia in visita alla sua città natale. Ad accompagnare Juana Romani c’era uno dei fratelli Lumière. Le cronache dell’epoca non raccontano se si trattasse di Luis-Jean o del fratello Auguste Lumiere, che sei anni prima avevano inventato il cinematografo con la prima proiezione pubblica a Parigi. Con Juana Romani c’erano inoltre il suo maestro Royet, lo scultore Biondi ed il grande poeta romanesco Trilussa, che declamò alcuni suoi versi durante la visita alla Regia Cantina Sperimentale. La comitiva di artisti fu ospitata la sera presso la Scuola d’Arte e Mestieri, nello stesso edificio ancora oggi occupato dall’Istituto Superiore d’Arte. A ricordo di quell’incontro la pittrice veliterna istituì un premio di 200 lire per il migliore alunno e donò al sindaco 500 lire a beneficio dei poveri della città.

Dal canto suo Lumière donò 100 lire  per il concerto cittadino, ma soprattutto regalò al comune “un apparecchio cinematografico” come riferiscono le cronache. Certamente “l’apparecchio cinematografico” rappresentava una rarità per quei tempi e probabilmente doveva trattarsi di una copia del prototipo che i fratelli Lumière avevano brevettato nel 1895,  da essi denominato cinèmatographe, in grado di fare riprese, stampa e proiezione. Ecco quindi che, possiamo dire, che dal quel momento a Velletri si poteva fare cinema, anche se bisognerà attendere il 1907 per l’inaugurazione in via Bonese n.43 del Cinema Universale e l’anno dopo, il 1908, per l’apertura del Cinema Moderno (quello che poi sarebbe diventato prima cinema Ginnetti e poi cinema Fiamma) nei locali a pianoterra del palazzo del Principe Ginnetti.

Anna Rosatelli