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SENSIBILIZZAZIONE SUI PRINCIPIALI VIZI GIOVANILI.

Alcol, droghe, bullismo. Sono questi i concetti e le parole che rimbombano nelle teste dei giovani. Ma per quale motivo?

Con questo incontro, a cura dell’arma dei Carabinieri, svoltosi presso il Liceo Landi durante questo lunedì di metà aprile e rivolto alle classi prime si è cercato di far capire gli effetti e le conseguenze dell’uso di sostanze stupefacenti e alcol. Il bullismo è stato un importante argomento di questo incontro. Sono stati toccati diversi punti fondamentali riguardo quest’ultimo, come Cyberbullismo e soprattutto i motivi che inducono il “bullo” ad agire in un determinato modo..

 

Ma cos’è veramente il bullismo?

Per bullismo si intendono tutte quelle azioni di sistematica prevaricazione e sopruso messe in atto da parte di un bambino/adolescente, definito “bullo” (o da parte di un gruppo), nei confronti di un altro bambino/adolescente percepito come più debole, la vittima.

 

Secondo le definizioni date dagli studiosi del fenomeno , uno studente è oggetto di azioni di bullismo, ovvero è prevaricato o vittimizzato, quando viene esposto, ripetutamente nel corso del tempo, alle azioni offensive messe in atto deliberatamente da uno o più compagni.

Non si fa quindi riferimento ad un singolo atto, ma a una serie di comportamenti portati avanti ripetutamente, all’interno di un gruppo, da parte di qualcuno fa o dice cose per avere potere su un’altra persona.

Il termine si riferisce al fenomeno nel suo complesso e include i comportamenti del bullo, quelli della vittima e anche di chi assiste (gli osservatori).

E’ possibile distinguere tra bullismo diretto (che comprende attacchi espliciti nei confronti della vittima e può essere di tipo fisico o verbale) e bullismo indiretto (che danneggia la vittima nelle sue relazioni con le altre persone, attraverso atti come l’esclusione dal gruppo dei pari, l’isolamento, la diffusione di pettegolezzi e calunnie sul suo conto, il danneggiamento dei suoi rapporti di amicizia). Quando le azioni di bullismo si verificano attraverso Internet (posta elettronica, social network, chat, blog, forum), o attraverso il telefono cellulare si parla di cyberbullismo.

Dopo un excursus attraverso questa piaga della nostra società, si è passati a trattare dell’alcol e delle conseguenze che il suo abuso porta.

 

Recenti studi dimostrano che il consumo di alcol da parte dei più giovani non è solo un problema di enorme gravità, ma è anche uno dei più sottovalutati. L’abuso fra i minorenni è una costante capillare, non fa distinzione di sesso, cultura o ceto sociale. In Italia il primo bicchiere è consumato a 11 anni, la media europea è di 13 anni.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità mette in guardia: «Sotto i sedici anni il sistema nervoso non è ancora completamente sviluppato» e non è in grado dunque di sopportare quantità ingenti di sostanze alcoliche. Ecco perché bisogna evidenziare in maniera chiara le conseguenze fisiche e psicologiche dell’alcolismo, mettendosi in prima linea nella lotta contro una delle peggiori piaghe della società odierna. E’ proprio su questo punto e sulle conseguenze gravi che l’abuso di alcool porta che l’arma dei carabinieri si è soffermata.

Va comunque evitata una generalizzazione del fenomeno: non tutti quelli che vanno in discoteca lo fanno con l’idea di “spaccarsi a bestia” né è detto che lo farà necessariamente.

L’incontro è stato utile per “rinfrescare” nelle menti della nostra generazione alcuni concetti importanti.

 

Gabriele Mascolo 3C