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“HO SCELTO DI NON CHINARE IL CAPO”

Il 19 febbraio Federica Angeli, giornalista di “Repubblica”, ė entrata in un’aula del tribunale di Roma per testimoniare come parte lesa contro Armando Spada.

 

Negli anni scorsi aveva condotto la sua inchiesta, scoprendo verità scomode sulla criminalità organizzata romana. Per queste inchieste ha ricevuto esplicite minacce di morte: “se scrivi ti sparo in testa” queste le parole dell’esponente del clan Spada ma lei, madre di tre figli, ha messo in discussione e in pericolo tutto ciò che aveva di più caro pur di fare giustizia e onorare il suo lavoro e la città in cui ancora vive e cosi ha denunciato il clan di Ostia. Era il 2013.  Ha iniziato ad indagare su come Armando Spada fosse entrato in possesso dello stabilimento balneare “Orsa Maggiore”. Da allora la coraggiosa giornalista vive sotto scorta. Hanno cercato in questi anni di fermarla con vari atti intimidatori: liquido infiammabile sotto la porta di casa, appostamenti quotidiani sotto le finestre di casa, continue minacce di morte per lei e per i suoi figli.

È a loro, a Lorenzo, Alessandro e Viola che ha scritto una lunga lettera il giorno prima di entrare in tribunale”: non bisogna mai avere paura della verità” questo è l’insegnamento per i suoi ragazzi e per tutti noi.

Se nel 2013 era sola, oggi non lo è più infatti un corteo a sostegno della giornalista si è svolto il giorno dell’udienza e ha visto la partecipazione di molti giornalisti e rappresentanti di molte organizzazioni. Molto significativa è stata la partecipazione all’udienza di molti studenti delle scuole di Roma e di Ostia

Dario Lucarelli