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SACCO E VANZETTI. I DUE “AGNELLI SACRIFICALI”.

Si è tenuta il 17 dicembre, alle ore 10.00, presso il cinema Augustus di Velletri, la proiezione del film “Sacco e Vanzetti”, nella sala Volonté, in onore del grande attore (nonché cittadino di Velletri fino alla morte), scelto dal regista Giuliano Montaldo, che ha collaborato alla restaurazione del film, per interpretare il personaggio di Bartolomeo Vanzetti. L’associazione ‘900 ha così omaggiato, a novant’anni dal tragico episodio, il grande Gian Maria Volonté protagonista, insieme a Riccardo Cucciolla, del film-capolavoro del cinema italiano. La pellicola racconta la storia di un operaio, Nicola Sacco, e di un pescivendolo, Bartolomeo Vanzetti, entrambi emigrati negli U.S.A. L’origine italiana e l’esaltazione per i principi anarchici provocarono la loro ingiusta condanna a morte nel 1927, tramite la sedia elettrica. Questo episodio ebbe un forte impatto sulla società italiana, in quanto, due innocenti vennero condannati a morte, nonostante i numerosi ricorsi e processi durati circa sette anni. Furono accusati di duplice omicidio e rapina nel giorno in cui ci fu un attentato, attribuito agli anarchici, presso South Braintree(U.S.A), ai tempi in cui Palmer minacciava i principi democratici negli Stati Uniti. Ciò che più sconvolge, sono le dettagliate fandonie elaborate da testimoni e ministri della giustizia a sfavore dei due innocenti anarchici, ma soprattutto italiani. Nell’aula del processo traboccava un forte razzismo da parte dei rappresentanti delle istituzioni americane che, volendo giungere a tutti i costi ad una condanna, sorvolavano su ogni più ovvia testimonianza a favore dell’innocenza dei due imputati, anche davanti al grande lavoro fatto dagli avvocati della difesa, che videro sfaldare quel minimo granello di fiducia che avevano nella giustizia del loro stesso paese. Sotterfugi, false testimonianze, accordi e complotti sono riusciti ad annullare la stessa testimonianza del portoghese Madeiros, in grado di scagionarli. A nulla valsero le manifestazioni, come quella che vide la partecipazione di Benito Mussolini, nonostante le differenti idee politiche. Il sogno americano della realizzazione del singolo cittadino ha chiuso gli occhi addirittura davanti alle basi della giustizia e soprattutto di democrazia, che si stava cercando di stabilire negli Stati Uniti, dopo Palmer. La straordinaria realizzazione della pellicola, la presenza di grandi attori, dotati di grandi capacità interpretative e linguistiche, hanno contribuito non solo alla memoria di Sacco e Vanzetti, ma anche a quella del grande cinema italiano. La visione del film, inoltre, contribuisce all’esaltazione delle proprie origini, dei propri ideali, anche a costo di subire infondate e spinose accuse. Dei due “agnelli sacrificali” è stato salvato il simbolo, non il corpo, ed è per questo che commozione e merito devono essergli attribuiti oggi, a 90 anni dal drammatico fatto.

Giuditta Romaggioli