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IL RICORDO DI ALDO MORO

Occhiello: 16 marzo 1978: una data da non dimenticare, inizia il caso Aldo Moro.

Questo articolo è dedicato ad Aldo Moro, grande leader politico, e alla sua scorta, capitanata da Oreste Leonardi e dagli agenti Giulio Rivera, Francesco Zizzi e Raffaele Iozzino, vittime del sequestro e dell’eccidio più grave della storia della Repubblica, eseguito dalle Brigate Rosse. Aldo Moro è stato, come già detto prima, un grande politico e uno dei fondatori della Democrazia cristiana. È nota la data del suo rapimento, avvenuto il 16 marzo 1978, e in molti tuttora si chiedono, “Perché?”. Si dice che fu rapito dopo aver tentato di trovare un accordo con il Partito Comunista, anche se ancora oggi è un mistero. Il suo pensiero era uno: attuare il ruolo laico del cristiano all’interno dell’ambiente politico-democratico. Ciò comportava partire dal diritto romano del cristianesimo, estendendosi poi alla filosofia politica per arrivare poi ad una forma di teologia pratica del vivere civile. Tutto ciò voleva dire, detta in soldoni, apertura del Partito della Democrazia Cristiana, che stava governando l’Italia dal 1948, verso le Sinistre. Ora torniamo al discorso del rapimento: sono passati 40 anni da quella tragedia che ancora oggi ha molti lati oscuri. L’ora esatta del rapimento è le 9.02 sotto casa sua, seguito subito dopo pochi minuti da spari da parte delle Brigate Rosse che uccidono la scorta per poi prelevare Moro. Dopo ben 55 giorni di prigionia, sottoposto a diversi processi sempre da parte dei rapinatori, è morto. Il suo corpo è stato ritrovato il 9 maggio a Roma, dentro il bagagliaio di un’auto proprio vicino alla sede nazionale del Partito Comunista italiano. Riguardo l’accaduto, parlano molte persone importanti come Virginia Raggi, che dice “il 16 marzo 1978 ha segnato un confine tra quello che sembrava impossibile e quello che è stato possibile. Non bisogna dimenticare questi momenti.” Molti preferiscono parlare, altri invece preferiscono agire con i fatti, come Mattarella che decide di deporre una corona dai colori della bandiera italiana sul nuovo monumento dedicato alle vittime.  Questo giorno è dedicato a loro, uomini che, perdendo la loro vita, hanno insegnato la coerenza e l’etica del lavoro.

 

Francesco Manciocchi