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RICORDIAMO L’ECCIDIO DI PRATOLUNGO

12 civili sono fucilati dalle SS come rappresaglia per l’uccisione di un soldato tedesco nel territorio di Velletri, presso la località di Pratolungo

Oggi, 19 febbraio, ricorre il 74° anniversario dell’eccidio di Pratolungo. Per raccontare questa storia dobbiamo però partire dal 15 febbraio 1944 quando due soldati nazisti vennero trovati in fin di vita in una vigna veliterna. Alla morte di uno dei due, partirono alle 8.33 di sabato 19 febbraio i rastrellamenti nella zona, come rappresaglia per l’uccisione. La regola tedesca imponeva infatti che ad ogni soldato ucciso corrispondessero le vite di 10 civili presi casualmente. Questo avvenne anche a Velletri dove furono barbaramente uccise 12 persone, il più piccolo delle quali aveva appena 13 anni. L’eccidio avvenne in un fosso in contrada Pratolungo, qui furono ritrovati i corpi di dieci persone. Un altro martire, Renato Priori, era stato ucciso in precedenza poiché tentò di scappare al momento del rastrellamento. L’ultima vittima, forse la più celebre, fu Artemisia Mammucari che era in stato di gravidanza, la donna non venne rastrellata ma fu uccisa da una raffica di mitra poiché mentre assisteva all’eccidio, continuava a gridare il nome del marito che era fra le persone rastrellate. Alcune delle persone che dovevano essere giustiziate riuscirono a sopravvivere fingendosi morte o lanciandosi nel fiume che scorreva accanto alla fossa lasciandosi trasportare dalla corrente. In seguito si scopri che l’autore dell’omicidio del primo militare e del ferimento del secondo era un contadino che voleva difendere la moglie da un tentativo di stupro. Ad Artemisia Mammucari è dedicata una strada e dal 1994 è stata posta in via Vecchia Napoli una stele a memoria delle vittime.

Le vittime: Amici Nicola, Casini Palmiro, Ferri Enrico, Mammuccari Artemisia, Mancini Achille, Mancini Elio, Martini Carlo, Papacci Enrico, Papacci Silvio, Priori Renato, Raia Sabatino, Ramiccia Geraldo.

Ascenzi Matteo