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POMPEI, DAI NUOVI SCAVI AFFIORA UN DEPOSITO DI 14 ANFORE

Pompei era l’antica città romana che fu distrutta e sepolta sotto 4-6 m di cenere e pomici nell’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.

L’eruzione distrusse tutta la città, uccidendo i suoi abitanti e seppellendola sotto tonnellate di cenere. Le prove originarie della distruzione provengono da una lettera di Plinio il Giovane che vide l’eruzione da lontano e descrisse la morte di suo zio Plinio il Vecchio. La lettera andò persa fino alla riscoperta iniziale della città nel 1599. Gli oggetti che resistettero all’eruzione sono stati ben conservati e forniscono una visione straordinariamente dettagliata della vita della città durante la Pax Romana.

Recentemente è stata fatta una scoperta a Pompei, durante l’esplorazione e la restaurazione degli affreschi che gli archeologi del parco di Pompei hanno fatto intorno alla Schola Armaturarum (che era crollata nel novembre 2010) sono emerse, nella parte posteriore dell’edificio, 14 anfore intatte da lapillo.

Si suppone che queste anfore dovevano contenere olio, vino e salse di pesce; un’anfora presenta delle iscrizioni dipinte in cui si leggono numeri, a indicare quantitativi, e verosimilmente il prodotto contenuto.

Per il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, “Pompei è il simbolo di una storia di riscatto. In questi anni è stato fatto un lavoro lungo e silenzioso e le possibilità di crescita sono ancora straordinarie. Superata l’emergenza sono adesso ripresi gli scavi nelle zone finora mai indagate. E come vediamo i risultati sono eccezionali.” Al termine dello scavo le anfore saranno ricollocate in situ nell’ambito del più ampio progetto di valorizzazione del “museo diffuso” che il parco archeologico sta adottando in più aree degli scavi per ricontestualizzare i reperti nei luoghi di provenienza.

“Siamo contenti delle scoperte che stanno emergendo, Pompei ha iniziato una nuova stagione, quella di una ricerca archeologica intensa” dichiara, Massimi Osanna, direttore del parco archeologico.

L’esplorazione e la restaurazione della Schola Armaturarum è in corso insieme ad altri edifici come il grande cantiere di scavo della Regio V, il cosiddetto “cuneo”. Lo scavo di questi altri ambienti entra nel cantiere “Scavi e ricerche”, che ha come obiettivo di chiarire i diversi aspetti delle strutture (come la loro esatta destinazione).

 

 

Jeevanjot Kaur