Crea sito

OMICIDIO DI PAMELA A MACERATA

Sono iniziate le ricerche per identificare i complici dell’orribile delitto di Pamela Mastropietro che, secondo i risultati della seconda autopsia, è stata uccisa da più persone con specifiche abilità.

Sono stati bloccati un nigeriano a Milano mentre stava andando in Svizzera, e un connazionale, rintracciato a Macerata, entrambi interrogati dai carabinieri fino a tarda sera. I nuovi sospettati, non in stato di fermo, sono ancora sotto torchio nell’ambito dell’indagine sulla morte della 18enne romana che vede già indagati per omicidio due pusher nigeriani: Innocent Oseghale, arrestato, che abitava nella casa di via Spalato dov’è morta Pamela, e Desmond Lucky, tuttora in libertà, chiamato in causa da Oseghale come fornitore di una dose di eroina alla 18enne.

Gli altri due nigeriani potrebbero aver contribuito a sezionare e occultare il cadavere di Pamela, fatto a pezzi e ritrovato in due trolley a Pollenza (Macerata).

Pamela ha subito atti violenti prima di morire. La nuova autopsia effettuata sul corpo della 18enne romana, i cui resti erano stati trovati in due valigie nelle campagne maceratesi, segna una svolta decisa nelle indagini: ci sono “segni di violenza applicata in condizioni di vitalità”, spiega il professor Mariano Cingolani, il medico legale che ha svolto la nuova autopsia su incarico della Procura.

La povera ragazza riportava, infatti, una ferita alla testa che all’occhio clinico del cattedratico – un luminare che in passato si è occupato del caso Meredith a Perugia e della fine di Marco Pantani – risulta inferta quando era ancora in vita, e ferite all’altezza del fegato compatibili con il segno di coltellate: anche queste, per il professor Cingolani, potrebbero essere state inferte quando Pamela era viva, fatto che però solo i delicati e complessi accertamenti scientifici in corso saranno in grado di confermare. Gli inquirenti, oltretutto, in casa di Innocent avrebbero identificato l’arma, un coltello appunto, con cui sembrano essere state procurate le ferite.

Persone esperte e robuste, forse “un macellaio” o “un chirurgo” questo è il possibile identikit ipotizzato, al quale Innocent Oseghale, il nigeriano in carcere che si è sempre dichiarato innocente e che ha trasportato i due trolley con il corpo di Pamela, non corrisponde.

Dunque questa storia si fa sempre più complicata, ma dovrà essere risolta al più presto per concedere alla giovane Pamela e alla sua famiglia giustizia per la sua atroce morte.