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“Oltre il ponte” : l’importanza di ricordare l’anniversario della liberazione d’Italia.

“O ragazza dalle guance di pesca o ragazza dalle guance d’aurora io spero

che a narrarti riesca la mia vita all’età che tu hai ora.”

È così che Italo Calvino, il celebre scrittore italiano, comincia a narrare cosa siano state per lui la ricerca della felicità e della libertà; lo fa componendo, nel 1958, la poesia “Oltre il ponte” che sarà successivamente musicata dal musicista italiano Sergio Liberovici. Si rivolge ad una ragazza e allo stesso tempo parla alla nostra generazione di ciò che è stata l’occupazione tedesca, vissuta in prima persona dal poeta stesso, descritta attraverso gli occhi di un giovane (“Avevamo vent’anni” afferma il ritornello) che si unisce alla battaglia dei partigiani contro i nazisti e i fascisti. L’obiettivo principale di questa lotta fu ovviamente la liberazione della nazione dall’occupazione ma, i giovani partigiani impararono inoltre il vero significato della felicità combattendo questa guerra, ovvero, l’aiuto reciproco e la condivisione di un obiettivo comune, quello di condurre una vita che sia libera e giusta. Durante la Resistenza i giovani vedevano il mondo diviso in giusti, cioè coloro che si battevano per il bene collettivo, e malvagi, ossia quelle persone dominate dal sentimento di rabbia e di discriminazione; ed è proprio a questi sentimenti che il poeta fa riferimento nel ritornello: “Tutto il male avevamo di fronte, tutto il bene avevamo nel cuore”, sottolineando la speranza che vi era negli animi di quei giovani che volevano andare oltre il ponte, simbolo della riconquista dei propri diritti. Ed è proprio in questo periodo che stiamo vivendo, caratterizzato da guerre e scontri, che si ha bisogno di un ritorno all’umanità e al rispetto delle generazioni future e a ciò che lasceremo alle nostre spalle; possiamo farlo anche ricordando e celebrando giorni come l’Anniversario della liberazione d’Italia, il quale ricorre il 25 aprile di ogni anno. In questa data, fondamentale per la storia d’Italia, il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia proclamò l’insurrezione generale nei territori ancora occupati dai nazifascisti, imponendo la resa a quest’ultimi prima dell’arrivo degli alleati. Da lì a breve tutta l’Italia settentrionale fu liberata; quest’avvenimento mise fine a venti anni di dittatura fascista e diede inizio all’organizzazione del referendum per la scelta fra monarchia e repubblica. Il 2 giugno 1946, data del referendum, furono chiamate al voto per la prima volta le donne e grazie all’unità italiana, nasce la nostra Repubblica, una repubblica basata sulla democrazia, sulla libertà di pensiero e principalmente, come recita il primo articolo della Costituzione, sul lavoro.

Di seguito è riportata la poesia “Oltre il ponte”, di Italo Calvino:

 “O ragazza dalle guance di pesca o ragazza dalle guance d’aurora io spero che a narrarti riesca la mia vita all’età che tu hai ora.

Coprifuoco, la truppa tedesca la città dominava, siam pronti: chi non vuole chinare la testa con noi prenda la strada dei monti.

Avevamo vent’anni e oltre il ponte oltre il ponte ch’è in mano nemica vedevam l’altra riva, la vita tutto il bene del mondo oltre il ponte.

Tutto il male avevamo di fronte tutto il bene avevamo nel cuore a vent’anni la vita è oltre il ponte oltre il fuoco comincia l’amore.

Silenziosa sugli aghi di pino su spinosi ricci di castagna una squadra nel buio mattino discendeva l’oscura montagna. La speranza era nostra compagna a assaltar caposaldi nemici conquistandoci l’armi in battaglia scalzi e laceri eppure felici.

Avevamo vent’anni…

Non è detto che fossimo santi l’eroismo non è sovrumano corri, abbassati, dai corri avanti! ogni passo che fai non è vano.

Vedevamo a portata di mano oltre il tronco il cespuglio il canneto l’avvenire di un giorno più umano e più giusto più libero e lieto.

Avevamo vent’anni…

Ormai tutti han famiglia hanno figli che non sanno la storia di ieri io son solo e passeggio fra i tigli con te cara che allora non c’eri.

E vorrei che quei nostri pensieri quelle nostre speranze di allora rivivessero in quel che tu speri o ragazza color dell’aurora.

Avevamo vent’anni…”

Aurora Ierussi