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Non solo per l’8 marzo.

Tutti conoscono l’origine della Festa della Donna, che ogni anno viene celebrata in tutte le parti del mondo in modo diverso.

Accade spesso che solo per quell’unica volta all’anno la donna viene rispettata, riceve importanza solo per quel giorno, mentre negli altri 364 giorni viene oscurata ed è la vittima di molte violenze. Proprio per questo L’USB (Unione Sindacale di Base) ha proclamato lo sciopero per la lotta contro la violenza maschile, con il movimento “Non Una di Meno” in tutta l’Italia. Il movimento internazionale “Non Una di Meno” era nato in Argentina come risposta alla morte di una ragazzina di 16 anni, di nome Lucia Perez, che venne violentata, drogata, torturata, uccisa da tre uomini nel 2016. In ricordo di lei e di molte altre donne violentate, quest’anno è il secondo anno in cui viene fatto lo sciopero globale delle donne.Lo sciopero coinvolge tutte le donne lavoratrici e anche non lavoratrici. Come riportano i dati Istat nel suo rapporto “Le molestie e i ricatti sessuali sul lavoro” la stima delle donne che hanno subito molestie sessuali è passata da 18,7% nel 2008-2009 a 12,8% nel 2015-2016. Gli autori di questi reati sono stati per la maggior parte uomini. E’ stato inoltre rilevato che nel corso della vita circa il 7,5% delle donne è stato vittima di ricatti sessuali sul luogo di lavoro.Anche Papa Francesco è intervenuto sul problema in varie occasioni, tra cui citiamo una lettera rivolta ad una donna, Maria Teresa Compte Grau, che è una scrittrice spagnola il cui libro, “Diez Cosas que el papa Francisco propone a las mujeres” (Dieci cose che Papa Francesco propone alle donne), sarà presentato il 7 marzo a Madrid.

Il Papa, ringraziandola, ha scritto: “Mi preoccupa il persistere di una certa mentalità maschilista, perfino nelle società più avanzate, dove si consumano atti di violenza contro la donna, trasformandola in oggetto di maltrattamento, di tratta e di lucro, come pure di sfruttamento nella pubblicità e nell’industria del consumo e del divertimento”, aggiungendo ancora, “Mi preoccupo anche che, nella stessa Chiesa, il ruolo di servizio a cui ogni cristiano è chiamato, scivoli a volte, nel caso delle donne, più verso la servitù che il servizio”. Va aggiunto, nella dimensione della laicità, che la nostra Costituzione non difende semplicemente i diritti di specifiche minoranze o parti della popolazione, ma sancisce in prima istanza il generale principio dell’uguaglianza: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge…”(Art.3). Alla luce di tale principio di uguaglianza, che si completa con l’obbligo a non discriminare, andrebbe riletta anche la Giornata Internazionale della Donna.

Jeevanjot Kaur