Crea sito

Migranti: Tra vittime e guadagni

Stiamo assistendo da ormai alcuni anni nel Mediterraneo a continue tragedie, in quel mare che dovrebbe rappresentare una speranza per una vita migliore ma diventa, spesso, luogo di disastro e morte. Durante lo scorso fine settimana sono morti più di 200 migranti al largo delle coste libiche e si aggiungono alla grande cifra di 1200 vittime complessive nel 2017 sulla “rotta italiana”. Nel 2016 ne sono state contate circa 960, ma nell’anno attuale gli sbarchi sono 43.000, 10mila in più rispetto all’anno precedente. Quattro erano i barconi partiti dalla Libia tra sabato e domenica, due dei quali affondati. Secondo le testimonianze dei superstiti, i trafficanti che gestivano lo spostamento hanno scortato i migranti fino al largo delle coste libiche, per poi staccare i motori da riutilizzare per le successive traversate e lasciare le oltre 400 persone in mezzo al mare. Uno dei gommoni ha incominciato a imbarcare acqua fino a ribaltarsi e consumare la tragedia: solamente 40 i sopravvissuti che sono sbarcati a Pozzallo, in Sicilia. In seguito ad un altro affondamento, 11 corpi sono stati trasportati dalle acque e “restituiti” sulla spiaggia di Zawiya, situata ad ovest di Tripoli. Tra i corpi rinvenuti, numerose donne e una bambina di meno di un anno. Un grande e continuo sostegno è dato dalla Guardia Costiera italiana e libica che solo da giovedì 4 maggio ha prestato soccorso ad oltre 7500 migranti. C’è anche però chi sfrutta queste traversate per lucrare, ovvero gli scafisti, e ultimamente si sentono racconti e testimonianze quasi raccapriccianti. Proprio in seguito a  queste vicende più recenti, sono stati fermati alcuni trafficanti artefici di atti terrificanti. Tre scafisti nigeriani sbarcati a Lampedusa il 16 aprile scorso sono stati arrestati per aver seviziato e stuprato alcuni migranti, oltre ad averli minacciati con armi da fuoco. Sabato scorso invece, sono stati fermati a Catania due trafficanti libici, uno di loro ha ucciso a colpi di pistola un 21enne della Sierra Leone per non avergli ceduto il suo cappello da baseball. Una questione che tiene in banco in questi giorni è relativa all’indagine sui presunti rapporti tra gli scafisti e le ONG, organizzazioni non governative no profit. In particolare, secondo la Procura di Trapani, alcuni soggetti dell’organizzazione che si occupa dei soccorsi nel Mediterraneo starebbero favorendo l’immigrazione clandestina. Secondo le accuse, le navi ONG conoscerebbero i luoghi dove poter soccorrere i migranti e tenterebbero di ostacolare i soccorsi da parte della Guardia Costiera. La Marina libica ha infatti denunciato una nave ONG tedesca, la “Sea Watch”, per aver impedito il soccorso di alcuni migranti al largo della Libia. L’imbarcazione avrebbe inoltre minacciato uno speronamento alla motovedetta libica. 

Davide Dicorato