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LUIGI MAGNI: “NON SONO UN MAESTRO!”

Il 1928 nasce Luigi Magni, un grande regista, sceneggiatore e scrittore italiano. A lui è dedicata la mostra che è stata allestita al Polo Espositivo “Juana Romani”. Nella mostra erano presenti molti manoscritti dei suoi più grandi capolavori, come ”Faustina”, “L’anno del signore” e “In nome del Papa Re”.

Luigi, detto anche Gigi poiché non voleva essere chiamato maestro, approda nel mondo del cinema negli anni ’5: inizialmente svolgeva il ruolo del soggettista, però le opere che produceva venivano firmate da altri sceneggiatori. Stanco del non vedere realizzato in maniera completa la propria opera, in quanto venivano cambiati completamente i finali, decise di produrre per conto proprio.

Il suo primo lavoro, realizzato nel 1968 e intitolato “Faustina”, non è molto conosciuto ma è stato realizzato da un importantissimo produttore cinematografico italiano, ovvero Gianni Buffardi, genero di Totò. Nonostante il film sia di cinquanta anni fa tratta di un tema che è molto attuale nei nostri giorni: la violenza sulle donne.

Dopo di che arriva il grande successo de “L’anno del signore”. Il film è stato distribuito nelle sale nel 1969, anno in cui era in corso la cosiddetta contestazione giovanile, dunque, realizzando questo film, Magni voleva dimostrare che le contestazioni nel passato già c’erano state. Inoltre voleva dimostrare come le ingiustizie della Chiesa erano sempre presenti. Questo è il primo film della trilogia proseguita con “In nome del Papa Re” (1977), e “In nome del popolo sovrano” (1990).

Il suo braccio destro è sempre stato sua moglie Lucia, la quale si occupava delle scenografie e dei costumi e proprio per il suo lavoro ricevette il David per i costumi nel film “In nome del popolo sovrano”.  Una caratteristica della sua filmografia era di girare le scene in ambienti reali. Era proprio sua moglie che cercava i luoghi che più erano adatti alle scene, per esempio “In nome del popolo sovrano” è stato girato in Finlandia, invece una delle poche volte in cui fu costretto a girare in un ambiente ricostruito è stato nell’episodio “Sacro soglio”. Il valore principale di Gigi Magni è la perfezione della ricerca storica che c’è dietro ad ogni film, si nota soprattutto in “Papa Re”, il quale grazie alla sua ricostruzione storica ha vinto ben tre David di Donatello e tre Nastri d’argento. Luigi Magni non ha solo realizzato film storici e drammatici ma anche commedie come “Arrivano i bersaglieri”, con un giovane Ugo Tognazzi, e “State buoni se potete”.

Oltre a quelli già citati Magni ha ricevuto altri premi come nel 2001 a Velletri l'”Edoardo” e nel 2008 a Roma il David speciale alla carriera. Nel 2000 ha detto addio al grande pubblico del cinema con il suo ultimo film, “Carbonara”.

Nella mostra erano presenti anche molti abiti di scena come quello degli episodi del  “Generale” e della “Notte di Pasquino”. Con quest’ultimo il regista ha terminato definitivamente la sua carriera personale e l’esperienza collaborativa anche con Nino Manfredi. La morte di Manfredi gli provoca una profonda crisi che non gli permetterà più di svolgere il suo lavoro. Dopo poco si ammala e muore poi nel 2013.

Questa è la seconda delle quattro grandi mostre che saranno dedicate a Magni a Velletri, cittadina molto legata al grande regista che proprio a Velletri girò alcune scene del suo ultimo film. La prima è stata a settembre, intitolata “Magni vignettista”in occasione dei quaranta anni del film “In nome del Papa R”; le prossime due avranno diversi temi, una racconterà il s  uo lavoro nel teatro e verrà presentata alla “Festa dell’uva 2018”, l’altra riguarderà il suo lavoro nel cinema, ovvero, verranno presentati tutti i suoi lavori che ha scritto ma che non ha mai diretto, come “La cambiale” o alcuni film per Totò. Quest’ultima mostra sarà presentata direttamente il prossimo anno nella Festa delle camelie. Nei giorni scorsi il Comune di Velletri, primo in Italia, ha  intitolato a Luigi Magni un viale della Villa Ginnetti.

-Astolfi Michela