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LO SCONTRO DEI CUORI

Sabato 2 dicembre si è tenuta, presso la libreria Mondadori di Velletri, la presentazione di “CUORI CONTRO”, sequel del libro “CUORI NERI” entrambi di Luca Telese. Il libro è ambientato nell’Italia, personalmente sconosciuta, degli “Anni di piombo”, ovvero, in un periodo compreso tra la fine degli anni settanta e l’inizio degli anni ottanta, in cui ci fu una lotta sanguinosa tra i membri dell’estrema destra e quelli di estrema sinistra; quasi un terrorismo tutto italiano, che lo stesso Luca Telese ha paragonato a quello islamico. Il libro parla della storia di 21 vittime, uccise spesso o per caso o per errore o perché inseguivano con decisione i propri ideali politici, di età compresa tra i 18 ed i 30 anni. L’Italia, dunque, era oppressa da questa guerra civile che, come dice Telese, non presenta una memoria delle vittime condivisa da i due estremi, da i due “cuori contro” (il rosso dell’estrema destra, il nero dell’estrema sinistra) anche in lutto. Il libro parla anche della sconvolgente storia delle madri che persero i loro figli in quegli anni di fuoco, madri come Carla, nella cui casa entrarono un giorno, la legarono con il marito e li rinchiusero in una stanza per poter uccidere, al suo ritorno, il loro figlio, Valerio Verbano, un giovane di sinistra che indagava anche sui neofascisti del suo quartiere. Valerio, nonostante i tentativi di difesa, venne assassinato sul divano di casa, lo stesso su cui proprio Luca Telese sedette un giorno per intervistare la donna. Quest’ultima sperava che suo figlio quel giorno non tornasse a casa, che un incidente o imprevisto lo trattenessero, ma quando sentì suonare al campanello della porta, capì che sarebbe successo qualcosa di drammatico. L’altra cosa che sconvolge è che molti protagonisti, tra i nomi di quell’epoca citati anche nell’indice del libro, siano riemersi nell’inchiesta di “Mafia capitale”, nomi che tutt’oggi appartengono al nostro sistema politico. L’autore però “rimpiange”, da una parte, le passioni, la decisione nell’inseguire i proprio ideali di quei giovani, oltre alla rabbia e alla sofferenza; erano ragazzi che morivano per inseguire un proprio ideale di libertà. Era il tempo in cui la politica contava.

 

Giuditta Romaggioli