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Legittima difesa

La nuova legge sulla legittima difesa è stata approvata in questi giorni alla Camera, ora dovrà passare al Senato. Il testo appena passato prevede che si possa considerare legittima difesa la reazione ad un’aggressione di notte, in casa, in negozio o in ufficio, oppure l’introduzione con violenza, minaccia o inganno. Occorre però che ci sia sempre una proporzione tra difesa e offesa e l’attualità del pericolo. È sempre esclusa la colpa di chi spara se l’errore, in situazioni di pericolo, nasce da un grave turbamento psichico causato dall’aggressore. Tantissime sono le critiche rivolte a questa modifica della legge sulla legittima difesa. Dalla maggior parte delle persone è considerata confusa e poco chiara, soprattutto con riferimento alla legittima difesa permessa “di notte”. C’è da dire che da molti la legge non è stata ben compresa, lasciando un po’ troppo all’interpretazione soprattutto in sede processuale. Per capire cosa cambia con la nuova legge, occorre fare un passo indietro e spiegare cosa recita l’articolo 52 del codice penale . La norma in questione disciplina una sorta di autotutela che l’ordinamento italiano riconosce nel caso in cui insorga un pericolo imminente per sé o per gli altri, da cui è necessario difendersi e per cui non c’è la possibilità di rivolgersi alle forze pubbliche, per ragioni di tempo o di luogo. In pratica, il legislatore ha voluto tenere conto dell’esigenza naturale legata all’istinto di reagire ad una aggressione, quando tale reazione appare l’unico rimedio possibile nell’immediatezza, per evitare un’offesa ingiusta. La legge approvata dalla camera il 4 maggio u.s., vuole ampliare la possibilità di difendersi e stabilisce altre condizioni che rendono “legittima”” la difesa. Certo il testo appare di difficile comprensione, si presta a censure ed interpretazioni, lasciando troppo spazio ad incertezza e confusione, però con le opportune  modifiche e soprattutto con il giusto intento di perfezionarlo , non per soddisfare questa o quella corrente politica, ma per tutelare il cittadino e soprattutto il suo diritto di vivere in sicurezza e serenità nella propria casa e con i propri affetti, di sicuro si potranno ottenere miglioramenti  nella vita della collettività.

Martina Vulcano