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LE GRANDI SCOPERTE DEL 2017.

Il 2017 è stato un anno di grandi scoperte e sviluppi in campo scientifico e tecnologico. Elencate troviamo quelle che sono risultate più importanti:

-LO STRANO COMPORTAMENTO DELLA STELLA DI TABBY:

La stella di Tabby (KIC8462852) da quando è stata scoperta nel 2015 ha continuato a richiamare l’attenzione per i suo strano “comportamento”. Di tanto in tanto infatti la stella viene oscurata in modo anomalo per durata e intensità, al punto che subito i più visionari hanno gridato alla “stella aliena”. Sono state tuttavia poste altre spiegazioni leggermente più plausibili e una molto recente afferma che il fenomeno può essere spiegato se presupponiamo che davanti a questa stella sia posizionato un pianeta inanellato come Saturno. L’ipotesi è stata avanzata da degli studiosi della Universidad de Antioquia, i quali sostengono che se un pianeta in orbita attorno a Tabby avesse degli anelli inclinati rispetto al nostro punto di osservazione, potrebbe oscurare la stella in modo irregolare ma coerente a quanto si rileva dalla Terra.

 

-LE CONVERSAZIONI SEGRETE DEI BOT DI FACEBOOK:

Da qualche tempo l’azienda di Zuckerberg sta lavorando alla realizzazione di bot capaci di dialogare con l’uomo all’interno di una chat e di condurre semplici trattative. I ricercatori di Facebook hanno deciso di far dialogare tra loro due di questi programmi in modo che imparassero l’uno dall’altro. Nello specifico hanno istruito i chatbot “bob” e “alice” affinché si accordassero in autonomia per dividersi un cappello, due libri e tre pantaloni. A un certo punto però la conversazione tra le due macchine ha preso una strana piega:

Bob:” I can can I I everything else”

Alice:” Balls have zero to me to me to me to me to me to me to me to”

I due bot hanno cioè iniziato a fare un utilizzo delle parole e delle regole grammaticali a noi incomprensibile ma per loro chiarissimo. Il sistema AI ha scoperto e impiegato un metodo più efficiente rispetto a quello convenzionale. Di fatto ha inventato una nuova lingua. I programmatori hanno così deciso di spegnere i bot e impostare l’inglese come unica lingua di comunicazione.

 

-ONDE GRAVITAZIONALI: RIVOLUZIONE O CONFERMA?

Le onde gravitazionali sono al centro del premio Nobel per la Fisica di quest’anno, assegnato a Rainer Weiss, Barry C. Barish e Kip S. Thorne che hanno dato un contributo fondamentale nello sviluppo dei sistemi e delle soluzione per osservarle, in circa 40 anni di lavoro. La prima osservazione certa è avvenuta nel settembre del 2015 segnando uno dei progressi più importanti per la fisica degli ultimi anni. Le onde gravitazionali osservate sono state prodotte da due buchi neri: giravano uno intorno all’altro in una spirale che li ha portati a fondersi creando un unico buco nero. La massa mancante, si è trasformata in energia ed è diventata onda gravitazionale.

Ma che cos’è un’onda gravitazionale?

Un’onda gravitazionale è una increspatura nello spazio-tempo. In pratica lo spazio-tempo è sia il palcoscenico sia il cooprotagonista di tutte le cose che succedono nell’Universo. Per spiegare meglio il concetto di onde gravitazionali: immaginate che lo spazio sia un grande trampolino elastico. Se si appoggia un oggetto con massa sulla sua superficie, questo fa cedere e deformare il tappeto verso il basso, creando una specie di cono. Nell’universo avviene più o meno la stessa cosa: più un corpo celeste ha la massa grande, più lo spazio si incurva e si deforma.

 

-SIAMO SOLI?

Quest’anno la notizia si è diffusa a macchia d’olio in tutto il mondo a circa 40 anni luce dalla Terra, nell’orbita dalla della nana rossa ultrafredda Trappist-1, c’è un sistema planetario che comprende 7 piccoli esopianeti rocciosi, con caratteristiche molto simili al nostro.

Si trovano nella fascia di abitabilità della loro stella e avrebbero temperature che consentono, in diversi casi, la presenza d’acqua liquida nonché la vita.

Partiamo dalla stella cardine di questo sistema solare gemello. Trappist-1 è un astro di classe M. La sua massa ridotta permette ai suoi pianeti di orbitargli molto vicini, pur rimanendo nella fascia di abitabilità. Trappist-1 b,c,d,e,f,g,h (dal più vicino al più lontano), sono esopianeti rocciosi con raggio e massa simili a quelle terrestri.

Quanto ci metteremo per arrivarci? Data la distanza che intercorre tra la Terra e Trappist-1, se oggi mandassimo un segnale radio verso di esso, il nostro messaggio impiegherebbe 40 anni a raggiungere i 7 pineti. Se venisse ascoltato e capito, un’eventuale risposta impiegherebbe altrettanto tempo ad arrivarci.

Siamo soli nell’Universo?

 

-NUOVO SITEMA DI STAMPA 3D: L’INCHIOSTRO CHE SEMBRA VIVO.

Le stampanti 3D tradizionali usano come inchiostro polveri di metalli e plastica, che sono ottime per la produzione di acciaio o ossa artificiali, ma non per i materiali biocompatibili che devono essere più flessibili, come gli innesti di pelle.

L’innovazione arriva con “Flink”, il nuovo inchiostro 3D, considerato vivente data la sua consistenza viscosa, simile a quella di un dentifricio o crema per le mani. Composto da batteri, che sono in grado di produrre cellulosa, acido ialuronico e molecole di zucchero, Flink premette di stampare delle “mini-fabbriche” con proprietà biochimiche, capaci ad esempio di digerire inquinanti o rendere più facili i trapianti; questo tipo di inchiostro è infatti utilizzato soprattutto in campo medico. Questo risultato è stato ottenuto dai ricercatori del Politecnico federale di Zurigo.

Con questo sistema possono essere stampati più materiali 3D di qualsiasi forma in una volta sola, inoltre apre la strada a tantissime applicazioni, dalla medicina all’ambiente; produzione di vitamine, sensori dell’inquinamento dell’acqua potabile e anche filtri per le perdite di petrolio.

Nonostante tutto, quest’innovazione ha però dei punti a suo sfavore, infatti i tempi di stampa sono molto lunghi, a volte Flink impiega addirittura diversi giorni per produrre quantità significative di cellulosa biomedicale. Il team è comunque convinto di poter risolvere questo problema, ottimizzando e accelerando i processi.

 

-USA: GLI SCENZIATI MODIFICANO PER LA PRIMA VOLTA IL DNA UMANO. 

Gli scienziati americani hanno provato per la prima volta a modificare i geni di una persona direttamente all’interno del suo corpo, con l’obiettivo di cambiare il DNA in modo permanente e curare una malattia. L’esperimento è stato realizzato sul 44enne Brian Madeux, affetto da Hunter, una rara malattia metabolica, ma solo tra tre mesi si saprà se il trattam ento è veramente riuscito.

La tecnica utilizzata è diversa dalla Crispr, il cosiddetto “taglia e incolla” del DNA, sul paziente è stato sperimentato un nuovo sistema, chiamato “nucleasi delle dita di zinco”, forbici molecolari che cercano e tagliano uno specifico pezzo del gene. Il gene correttivo e le “dita di zinco” sono asse

 

 

mblati nel fegato. Sono proprio queste ultime a tagliare il DNA, permettendo al nuovo gene di inserirsi all’interno, che indirizza le cellule a produrre l’enzima mancante al paziente. L’infusione sperimentale è durata circa tre ore, lo studio iniziale coinvolgerà fino a 30 persone che testeranno la sicurezza del trattamento. L’obiettivo di tutto questo è arrivare a modificare il DNA di bambini molto piccoli, prima che in questi si manifestino danni maggiori legati alla malattia.

 

Magliocchetti Cristina