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“LE DONNE ALL’ASSEMBLEA”: L’ATTUALITÀ DI ARISTOFANE

In scena al teatro Arcobaleno di Roma un grande capolavoro della commedia classica greca

Nelle mattinate del 27 e 28 Marzo, alcune classi del Liceo Scientifico “A. Landi” si sono recate al Teatro “Arcobaleno” di Roma per assistere allo spettacolo teatrale “Le donne al Parlamento” del celebre commediografo greco Aristofane. La commedia è stata rappresentata dalla compagnia Castalia, in occasione del 25° anniversario della nascita, ed è stata riadattata dal regista Vincenzo Zingaro. “Le donne al Parlamento”, rappresentata per la prima volta nel 393 a. C. ad Atene, in un periodo di declino spirituale e materiale a causa di quarant’anni di guerra, conclude la trilogia di commedie di Aristofane dedicate alle donne, formata da “Tesmoforiazuse”, “Lisistrata” e appunto da quest’ultima, opere in cui fantasia ed impegno sociale sono legate indissolubilmente. In “Le donne al Parlamento” Aristofane affronta temi ancora oggi di grande attualità quali la partecipazione femminile al potere politico, la parità dei diritti, la corruzione e l’uguaglianza sociale. Gli attori in scena hanno recuperato l’atmosfera originale dell’opera attraverso l’uso di bellissime maschere. La commedia vede le donne, stufe dell’inettitudine degli uomini nel governare, attuare una specie di “colpo di stato” e assumere il potere. A guidarle vi è Prassagora, donna intelligente e dai buoni principi, che tenta di realizzare un suo sogno utopistico, quello di una specie di “comunismo integrale”. Una volta al governo, infatti, le donne decidono di mettere tutto in comune abolendo la proprietà privata e la famiglia. Tutti dovevano attingere in parti uguali al patrimonio collettivo amministrato dalle donne che avranno però in comune tutti gli uomini e potranno fare figli con chiunque. E proprio su questo, sull’amore, che l’utopia di Prassagora fallisce e il suo grande sogno si trasformerà in un incubo grottesco. Ogni uomo prima di andare con una donna bella dovrà necessariamente andare con quelle brutte e viceversa e così alla fine un giovane viene conteso da tre megere. Aristofane alle suggestive atmosfere liriche alterna momenti di comicità, fatti di grottesche caratterizzazioni, satira feroce, lazzi scurrili in un gioco in cui alla dirompente fantasia creativa si accompagna una forte coscienza politica, animata da un profondo senso di umanità. Il testo di Aristofane appare contaminato da “La Repubblica” di Platone, un testo politico che anticipa la questione democratica anche di democrazie complesse come quelle odierne con un progetto di convivenza civile e di ordinamenti che rendono giusta la politica.

“Le donne al Parlamento” di Aristofane ancora oggi può dare un contributo riguardo la discussione sulle quote partecipative tra uomo e donna alla vita pubblica del nostro Paese, come in una specie di azionariato di un qualsiasi consiglio di amministrazione. Ma nelle istituzioni le quote azionarie sono in mano ai partiti e da essi dipende l’accesso delle donne alla vita politica. Ed è evidente come in Italia ci sia un problema generale di sotto rappresentanza femminile in tutte le istituzioni e nelle aziende. Dare più spazio alle donne significa anche riconoscere i loro meriti.

Anna Rosatelli

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