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IL LANDI IN SCENA INCONTRA ACHILLE CAMPANILE

“Fin da piccolo io, dentro di me, sapevo come una cosa certissima e ovvia che sarei diventato scrittore. Dirò di più, uno scrittore celebre”; in questo modo si presentò Achille Campanile, famoso autore nato negli ultimi mesi del 1899 (anche se alcune biografie riportano la nascita al 1900, perché Campanile non voleva essere considerato “ottocentesco”). Vinse diversi premi e le sue opere sono state tradotte e apprezzate in molte lingue.

In occasione dei 40 anni dalla sua morte, è stata ideata la prima edizione della Campaniliana. Il ricco programma dell’evento, realizzato grazie a una collaborazione tra il Fondo Achille Campanile, l’Associazione Culturale Memoria ‘900 e la Partecipazione Arte e Cultura Città di Velletri, si svolge tra il teatro Artemisio e la Casa delle Culture e della Musica, dal 21 al 29 ottobre.

L’occasione coinvolge anche le scuole, come è accaduto nella tarda mattinata del 24, quando i ragazzi del liceo Landi di Velletri, iscritti al progetto “Il Landi in scena”, presso la Casa delle Culture, hanno partecipato a una mostra guidata dal giornalista Rocco Della Corte e arricchita con aneddoti sulla vita pubblica e privata dell’autore, grazie alla partecipazione di Gaetano Campanile, figlio dello scrittore. La mostra, incentrata sulla vita e sull’operato di Campanile, è corredata da oggetti caratteristici dell’autore, come il monocolo, il cilindro e la macchina da scrivere, da bozzetti di disegni e da testi come diari minuziosi, manoscritti e appunti per romanzi. L’ispirazione per quest’ultimi veniva dalla vita quotidiana, le idee erano scritte su pezzetti di carta, biglietti del tram, ricevute, buste da lettere o tovaglioli, che poi venivano riordinati alla scrivania con un “taglia e incolla” dei foglietti con piccole aggiunte e modifiche per rendere scorrevole la storia.

L’intervento di Gaetano Campanile ha permesso agli studenti di conoscere e interessarsi maggiormente all’autore, scoprendo la parte bonaria e scherzosa del suo carattere; a testimonianza di questo, Gaetano Campanile ha raccontato di quando, da bambino, giocava a costruire barchette di carta da far navigare nella vasca da bagno e un giorno, trovando la porta dell’ufficio di suo padre aperta, costruì le piccole imbarcazioni con gli appunti per nuovi testi del genitore, che commentò l’accaduto sostenendo che il figlio così dava prova di senso critico. Il figlio di Campanile ha poi ricordato quando la famiglia si trasferì in campagna, tra Lariano e Velletri, dove accoglievano tanti animali e il padre sosteneva che “di animali, se permettete, in casa mia il più importante sono io”.

Terminata la mostra, i ragazzi si sono spostati nell’auditorium, dove alcuni artisti hanno recitato, con notevole bravura, estratti di commedie e romanzi riguardanti argomenti vari e molto diversi fra loro, tutti caratterizzati dalla sottile ironia ritenuta dallo scrittore stesso una reazione alla condotta dell’epoca, e per la quale Campanile veniva definito Maestro dell’umorismo, che però veniva capito da pochi. Accadeva infatti che durante la rappresentazione teatrale delle sue opere, il pubblico si divideva fra chi apprezzava il suo umorismo e lo considerava geniale e chi invece non lo capiva, generalmente la parte più anziana. A volte, lo scontro tra i due gruppi arrivava alle mani e, in un’occasione, per calmare gli spettatori infervorati, il direttore del teatro chiese a Campanile di intervenire per placare gli animi e l’autore, facendo cenno di acquietarli, disse “se fate i buoni, ve ne facciamo vedere un altro pezzo”, ottenendo però la reazione contraria a quella desiderata.

Questo grande autore e compositore, conosciuto un poco dai ragazzi de “Il Landi in scena” grazie a questa iniziativa, secondo il regista Molinari, è finalmente considerato un maestro “anche se periodicamente riscoperto”, anche se è sempre stato litigato fra Lariano e Velletri: egli infatti diceva “Come Omero era conteso fra undici città, a me basta essere conteso da due, appunto Velletri e Lariano”.

Mascioli Aurora