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IL LANDI OSPITA PIETRO CATALDI

Il Liceo Ascanio Landi ha avuto il grande onore di ospitare Pietro Cataldi, Rettore dell’Università per stranieri di Siena e professore di Letteratura italiana contemporanea, nonché autore di manuali scolastici. L’incontro è avvenuto nel primo pomeriggio di venerdì 28 aprile nella biblioteca del Liceo e vi hanno partecipato alcuni studenti delle classi terze e quarte, numerosi docenti di materie letterarie, il Dott. Rocco della Corte e il Preside, il Prof. Roberto Toro. Il professore Cataldi ha introdotto il suo discorso premettendo di voler utilizzare un linguaggio “tecnico” in alcune parti e di affrontare temi complessi, cercando di rendere tutto facilmente comprensibile sia agli studenti sia ai docenti presenti. La prima questione affrontata è stata: “Quale letteratura si studia oggi a scuola?”. La risposta è stata data spiegando una “scissione” che si è creata nella letteratura, cioè tra quella insegnata nelle scuole e quella “domestica”. Spesso siamo soliti acquistare al di fuori della scuola dei testi di letteratura e romanzi stranieri tradotti in italiano, mentre nei programmi scolastici si trovano quasi esclusivamente testi di autori italiani, talvolta in lingua originale, ad esempio quelli di Boccaccio o Dante. Secondo il parere del Prof. Cataldi, sarebbe meglio espandere la letteratura delle scuole verso opere di autori stranieri assolutamente validi. Un altro problema riguarda il programma di italiano che spesso tende ad escludere la letteratura più vicina a noi, ovvero quella del ‘900, fermandosi a Montale. Il secondo tema spiegato è stato quello delle differenze tra le generazioni attuali. Quella dei ragazzi è stata definita la più informata di sempre, grazie soprattutto alle moderne tecnologie e la continua navigazione in Internet, che solamente negli ultimi anni è diventata un elemento quotidiano. In conclusione della prima parte dell’incontro il prof. Cataldi ha affrontato il tema della globalizzazione sotto l’aspetto economico, definendola in parte positiva, perché ha permesso la diffusione e lo sviluppo delle comunicazioni e della tecnologia; in parte negativa, perché causa problemi importanti all’economia. In questo caso il professore ci parla di alcuni eventi della storia di “sfruttamento”, relativi a paesi come Argentina e Colombia da parte di concorrenti nel campo economico. Un’altra “ferita” della globalizzazione si articola in due importanti questioni: quella coloniale, che rappresenta un elemento fondamentale sul tema attuale dell’immigrazione, e quella di genere, la differenza di considerazione tra uomo e donna che troviamo anche nei manuali scolastici: infatti gli autori studiati nei testi di letteratura sono esclusivamente uomini. La seconda parte dell’incontro era incentrata su un discorso teorico, quasi filosofico, relativo alla domanda “Vale la pena studiare Letteratura italiana?”. La risposta del Prof. Cataldi è assolutamente positiva e riguarda principalmente il tema dell’esperienza. Infatti, la maggior parte delle informazioni che riceviamo e le esperienze che viviamo sono audio-visive. La differenza principale con il leggere un testo di letteratura sta proprio in questo: secondo il parere dell’insegnante, tutte le lettere che leggiamo e che compongono delle parole hanno un valore simbolico, dato che noi associamo un significato a dei semplici “segni” disposti in riga e proprio ciò permette di vivere emozioni pure ed esperienze provenienti dalla nostra mente, a differenza ad esempio di un film, che trasmette emozioni solo “visive”. Al termine del discorso il Prof. Cataldi ha lasciato ampio spazio agli interventi e alle domande degli studenti e dei docenti che non sono mancate, riguardanti principalmente l’insegnamento attuale della Letteratura nelle scuole e l’uso dei manuali, che è spesso “limitato”. Secondo il rettore, sarebbe giusto che un docente possa scegliere il manuale che rispecchia maggiormente la propria idea di insegnamento e non sempre adattarsi a quelli imposti nelle scuole. L’incontro si è concluso con una foto, gentilmente concessa dal Prof. Cataldi, insieme ai ragazzi e ai professori, emozionati e onorati dall’esperienza.

Davide Dicorato