Crea sito

L’AMERICA NON COMPRA PIÙ ARMI, REMINGTON IN BANCAROTTA

La Remington è in crisi e lunedì scorso ha dichiarato bancarotta. I motivi sono diversi: dal calo dell’acquisto di armi, al debito accumulato negli ultimi anni, fino alla class action per il difetto di innesco sulla storica produzione del leggendario fucile Remington 700. Questo difetto riguarderebbe milioni di armi, che l’azienda si sarebbe incaricata di riparare.

La notizia sta destando un certo scalpore, anche perché si tratta dell’azienda di armi più antica degli Stati Uniti: è stata fondata nel 1816, dunque ha più di 200 anni di storia e i suoi modelli sono conosciuti e apprezzati in tutto il mondo. Da allora, Remington è stato un marchio noto: un nome che ha le sue basi nel mito della frontiera e nell’impiego da parte dell’esercito.

I responsabili di questa vicenda sono stati individuati dagli appassionati americani di armi nel massacro alla Sandy Hook School, un istituto del Connecticut, dove 20 bambini vennero uccisi nel 2012 e l’arma impiegata per la strage fu un fucile Remington Bushmaster AR-15. Da quel momento si è creata una leggenda secondo cui nessun americano ha più voluto acquistare un’arma della Remington. Nonostante sia solo una leggenda, è facile individuare una traccia di verità se si considera la triplicazione dei conti in negativo in un solo decennio.

La Remington, intanto per arginare la situazione, ha stipulato un accordo con i creditori per recuperare 700 milioni sul miliardo di dollari che costituisce il debito accumulato. Mentre la società continua a lavorare,  tendando di restituire al famoso marchio la gloria del periodo precedente a Trump, la corte federale del Delaware decide del futuro della grande compagnia.

 

Francesco Valeri