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LA VITTORIA HA ANCORA COLORI BIANCOCELESTE

– Dopo cinque anni la Lazio torna al successo in un derby di campionato surclassando la Roma con un sonoro 1-3.Decisivo Keita che sigla una doppietta tra primo e secondo tempo dopo il pareggio momentaneo di De rossi e il secondo vantaggio biancoceleste firmato Basta. La squadra laziale sale a 67 punti in classifica, conquista così il quarto posto in solitaria e mette la parola fine ad ogni eventuale rimonta scudetto della Roma, che resta a 9 punti dalla Juventus e che ora deve guardarsi dal Napoli, il quale dopo il successo di San Siro con l’Inter, dista un solo punto dai giallorossi.

La Roma si schiera con un 4-2-3-1, con De Rossi dal primo minuto e il trio El Shaarawy-Nainggolan-Salah dietro Dzeko. Poiché la Lazio è stata costretta a rinunciare al suo bomber Ciro Immobile per un problema durante le fase iniziale del riscaldamento, Inzaghi stravolge i suoi piani tattici disponendo un 4-5-1 con Keita come  unico perno offensivo. Partono forti i giallorossi che in nove minuti schiacciano la Lazio nella propria metà campo e sfiorano per ben due volte il gol con Dzeko e Salah, trovando pronto in entrambi i casi il portiere biancoceleste Strakosha. La Roma sembra avere il controllo, ma la Lazio passa alla prima occasione con Keita: punta Emerson e Fazio e lascia partire dal limite dell’area un tiro preciso, ma non irresistibile, che si insacca sul primo palo di Szcesny. La partita si infiamma, la Roma tiene il pallino del gioco con un possesso palla sterile ma non punge la Lazio, che galvanizzata dal vantaggi  prende coraggio, si difende con ordine e riparte in velocità creando grossi problemi alla difesa di Spalletti. Fazio rischia grosso su Lukaku dentro l’area con un contatto da calcio di rigore, poi Parolo scalda i guantoni di Szescny che salva la Roma dallo 0-2. La Roma sembra imbambolata, ma nei minuti finali del primo tempo l’episodio che cambia il match: Strootman atterrato in area da Wallace. L’arbitro Orsato assegna il rigore che le immagini televisive poi smentiscono, evidenziando la mera simulazione dell’olandese. De Rossi impassibile e freddo dal dischetto trafigge Strakosha, siglando il pareggio con cui si chiude un primo tempo ricco di polemiche dopo un tale episodio. Spalletti decide di cambiare qualcosa nel sistema tattico e inserisce Bruno Peres al posto di El Shaarawy passando a un 3-4-2-1. La Roma riparte forte come nel primo tempo: Salah serve Dzeko, che viene ancora una volta murato da Strakosha. Passano cinque minuti e la Lazio raddoppia: cross di Lulic deviato col tacco da De Rossi, il pallone arriva a Basta che conclude a rete dal limite e la deviazione di Fazio che mette fuori causa Szcesny. La Roma sembra accusare il colpo, gestisce la palla ma non riesce a trovare spazi; dall’altra parte la Lazio colpisce con ripartenze micidiali ma non trova il colpo del ko, prima con Keita poi con Felipe Anderson, subentrato nella prima fase al posto dell’infortunato Lukaku. Il tecnico giallorosso prova il tutto per tutto inserendo negli ultimi venti minuti Perotti e Totti al posto di Fazio e De Rossi. La Roma non punge e la Lazio a cinque minuti dal fischio finale chiude la partita: contropiede Lazio con Lulic lanciato da Anderson che supera due avversari e serve un assist al bacio per Keita che solo davanti a Szcesny non sbaglia realizzando così il suo tredicesimo gol stagionale, il quinto in due partite. Finale teso con l’espulsione di Rudiger per una brutta entrata su Djordjevic. Festeggia la Lazio di Inzaghi che ottiene i tre punti e si rivela la vera bestia nera in questa stagione dei giallorossi. La  Roma che esce a testa bassa dal derby, dovrà ora difendere il secondo posto con le unghie e salvare il minimo sindacale in una stagione fallimentare.

Adriano Borghi