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LA VIA DELLA CEDEVOLEZZA

Il judo (tradotto in italiano “via della cedevolezza”) è un’arte marziale, uno sport da combattimento e un metodo di difesa personale giapponese, nato a Tokyo nel 1882 con la fondazione del Kodokan da parte del professore Jikoro Kano. Il Kodokan fu il primo “dojo” fondato dal maestro Kano, ed è oggi considerato il quartier generale del mondo del judo. Questa arte marziale deriva direttamente da un’altra arte giapponese che Jikoro Kano praticava e insegnava, il ju-jitsu. Una delle caratteristiche principali del judo è la possibilità di effettuare una tecnica d’attacco senza che i praticanti si feriscano; il maestro Kano infatti aveva a cuore il fatto che i suoi allievi non si ferissero a vicenda durante il “randori”,-un combattimento amichevole- e per questo eliminò ogni sorta di attacco armato. Oggi come ieri però la tecnica è innocua solamente grazie ad una concomitanza di fattori, come ad esempio l’abilità di “uke” nel cadere, quella di “tori” nell’effettuare la tecnica e la presenza di un “tatami” che assorbe l’impatto con il suolo. Il judo è costituito quindi da una parte di combattimento effettuata in piedi, che comprende tecniche di gamba, anca, braccio e di sacrificio e da una parte di combattimento a terra, composta da immobilizzazioni, strangolamenti e leve articolari. I due fondamenti principali sono le “ukemi”,le cadute, e il “kuzushi”, lo squilibrio. Le ukemi sono essenziali per imparare a cadere senza farsi male mentre il kuzushi è necessario per ogni tecnica eseguita in piedi. Esiste nel judo un sistema di classificazioni tramite il colore delle cinture che vanno dal bianco al rosso. Non è infatti la cintura nera, che si divide in 7 dan, il grado più alto raggiungibile, ma la rossa che si posiziona al 10’ dan.  Il sogno del maestro Jikoro Kano era quello di vedere un giorno il judo praticato ai Giochi Olimpici, cosa che avvenne per la prima volta nel 1964 in occasione delle Olimpiadi di Tokyo, 26 anni dopo la sua morte.L’arte marziale giapponese è ormai molto popolare in tutto il mondo, tanto che alle Olimpiadi di Atene nel 2004 fu la terza disciplina più universale con 98 paesi partecipanti. Nelle Olimpiadi di Rio del 2016, il judo con Fabio Basile regalò all’Italia la sua 200’ medaglia d’oro alle Olimpiadi della storia, vincendo l’oro nella categoria 66 chilogrammi battendo per ippon il coreano An dopo solo un paio di minuti di combattimento. Un combattimento di judo infatti si può chiudere per ippon anche dopo un secondo dall’inizio se l’avversario, subendo la tecnica, cade perfettamente sulla schiena, altrimenti verrà assegnato un wazari. Si possono ottenere gli stessi punteggi anche tramite un’immobilizzazione, dopo 10 secondi si assegna un wazari e dopo 20 un ippon. Il combattimento, che dura 4 minuti per gli uomini e 3 per le donne, può essere vinto anche per squalifica dell’avversario che arriva dopo la terza sanzione.  Gabriele Castrichella

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