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La fine dei Castro

A distanza di 60 anni, si può definitivamente dichiarare terminata l’era dei Castro al potere. L’11 marzo del 2018 si sono tenute le elezioni a Cuba, per la carica di nuovo presidente e proprio in questi giorni: il 18 e 19 Aprile è stato designato il nuovo uomo incaricato a ricoprire questo ruolo. Siamo giunti così, al termine della famigerata stirpe veterana che ha capeggiato il popolo cubano fin da prima dell’inizio della Rivoluzione, che vede protagonista il primo dei fratelli Castro: Fidel Castro. Fino ad ora, a sostituire il fratello maggiore è stato il rivoluzionario sin dal 1958, il generale Raùl Castro Ruz. Come il fratello, Raùl fu costantemente rieletto all’unanimità dall’Assemblea nazionale del Potere Popolare, per 12 anni consecutivi. Di conseguenza, dato l’imminente ritiro dell’ultimo Castro in carica, sono stati chiamati a votare tutti i membri dell’Assemblea e del Parlamento dell’Havana. L’uomo più gettonato e proposto dal Parlamento, nonché dallo stesso Raùl Castro, per ricoprire la carica di nuovo presidente per i prossimi 5 anni, è l’ingegnere elettronico e professore universitario Miguel Diaz Canel. È soprannominato ͞el lindo e ͞l’uomo dai piccoli passi per la sua umiltà e clemenza nel risolvere questioni popolari. Il primo ad essere nato dopo la Rivoluzione del’59, considerato un uomo di polso ma disposto ad aprirsi a nuove tipologie di governo. Canel è stato designato proprio da Castro, che lo nominò Ministro dell’educazione superiore negli anni precedenti, completando così i gradini della sua carriera politica. Con Miguel in carica, si prospetta un lungo cammino per il futuro di Cuba, che sembra restare immutabile secondo le opinioni del popolo cubano. Raùl Castro lascia l’incarico il giorno del 57esimo anniversario dell’invasione de ͞La Baia dei Porci͟, ovvero il fallito attacco di esuli e mercenari addestrati dall’FBI a scopo di rovesciare il regime Castrista. L’ultimo presidente però non scompare dagli scenari, rimanendo a capo del Partito Comunista fino al 2021.Oltre ad eleggere un nuovo elemento in presidenza, si deve stabilire il suo team, i nuovi 23 membri del Consiglio di Stato, che lo affiancheranno nel sistema emergente. A differenza del nostro sistema politico, quella cubano, non prevede la partecipazione di partiti politici o campagne elettorali, cosi che non si scelgano candidati provenienti dall’Assemblea Nazionale. Si possono constatare ancora discordi opinioni tra la popolazione che, nonostante creda di continuare con uno stesso regime Castrista, cercherà di dare fiducia ad una nuova riforma capeggiata da Miguel Diaz Canel, che sembra portare con sé un nuovo socialismo, simile a quello cinese, sperando cosi ad un rinnovamento parziale del Potere legislativo.

-Ester Palmieri