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La festa della mamma, dalle prime proposte alla definizione dei festeggiamenti ufficiali.

La mamma è un punto di riferimento fisso per i figli, è dove puoi trovare sempre un amore incondizionato, un conforto e un aiuto in qualsiasi situazione, quindi è ovvio che abbia un giorno in cui venga festeggiata e in cui un figlio può dimostrarle tutto il suo affetto e la sua riconoscenza per questa figura così importante.

Ma quando è nata la festa della mamma?

L’occasione non ha origini precise ed esistono molte celebrazioni, anche molto antiche, greche e romane, legate soprattutto alla maternità e alla fertilità, che si possono paragonare alla festa della mamma.

La ricorrenza come oggi viene celebrata, è stata introdotta tra la fine dell’800 e l’inizio del 900, negli Stati Uniti dopo la guerra civile americana. Una pacifista, Ann Reeves Jarvis, dopo essersi impegnata per combattere contro la mortalità infantile per malattie e contaminazione del latte, decise di organizzare eventi in cui veniva promossa l’amicizia tra le mamme, per superare la divisione tra Nordisti e Sudisti. Un’idea simile venne sostenuta dalla scrittrice Julia Ward Howe, che scrisse l’opera “Mother’s Day Proclamation”, sempre per favoreggiare la pacificazione dopo il conflitto che aveva diviso gli Stati Uniti. Un ruolo chiave per l’ufficializzazione della festa, venne svolto dalla figlia della Jarvis, Anna, che si impegnò nell’organizzazione di celebrazioni per le mamme in varie città; le sue iniziative ebbero tanto successo che il presidente americano Wilson istituì la festa nel 1914. La data prescelta fu la seconda domenica di maggio, per onorare la morte di Ann Reeves Jarvis avvenuta il 9 maggio 1905.

In Italia, la prima festa della mamma si ebbe nel 1933, il 24 dicembre sotto il governo fascista, come Giornata della madre e del fanciullo, ma era, per il regime fasciata, un sistema di pubblicizzazione dei propri ideali: venivano, infatti, premiare le donne con più figli, o imposta la tassa sul celibato agli uomini perché non aiutavano l’incremento demografico. I primi festeggiamenti senza scopo propagandistico sono avvenuti solo negli anni ‘50. Uno nel 1956 a Bordighera in Liguria, grazie al senatore e sindaco Raul Zaccari, che qualche anno dopo tentò di rendere l’occasione una festa istituzionale, proponendola in Parlamento e suscitando un’accesa discussione. L’altro, nel 1957, a Tordibetto di Assisi, in Umbria, per iniziativa di don Otello Migliosi per celebrare la figura della mamma come punto di incontro delle varie culture. Come in America, anche in Italia, la festa fu accolta con grande entusiasmo e divenne una tradizione. All’inizio veniva celebrata l’8 maggio, ma a partire dal 2000, fu deciso di festeggiarla la seconda domenica di maggio, mese dedicato nella religione cristiana alla Vergine Maria, anche se non fu questo il motivo della scelta. 

La data non è la stessa ovunque, anzi, varia di Paese in Paese; per esempio, nella Repubblica di San Marino si festeggia il 15 marzo, in molti stati arabi nel solstizio di primavera, mentre nella zona balcanica l’8 marzo.

Durante questa giornata, diventata ben presto una delle feste più amate, si svolgono vari eventi nel nostro Paese, tra cui la vendita di azalee per raccogliere fondi contro il cancro promossa dall’AIRC, mentre nelle scuole, come è noto a tutti, i bambini si impegnano nei lavoretti per dimostrare il loro affetto alle mamme.

È giusto avere un giorno in cui si festeggia la mamma, che é innanzitutto una donna davanti alla quale si deve provare grande rispetto, al di là di tutti i credo politici e/o religiosi che caratterizzano l’ambiente a lei circostante, come ogni essere umano andrebbe amata tutti i giorni dell’anno, senza nessuna eccezione, nessuna discriminazione e nessuna violenza.

Mascioli Aurora