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Kennedy vive segretamente tra noi in Italia: sulle tracce del 35esimo Presidente degli Stati Uniti d’America.

Da qualche giorno ormai, si è concluso l’importante e seguitissimo incontro dei “Grandi Setti” o come lo si conosce “G7”. Questo incontro ha visto riunirsi i sette capi di stato e di governo delle nazioni sviluppate, con la ricchezza nazionale netta più grande al mondo. Tra questi vi era anche il neo-presidente degli Stati Uniti: Donald Trump che, da poco, aveva concluso il suo viaggio nel nostro Bel Paese.

 

Trump è l’ultimo di tanti presidenti USA che hanno svolto una visita ufficiale tra le città italiane; viaggio, quello del presidente degli Stati Uniti d’America, che da sempre crea scalpore e fascino tra gli italiani, lasciando certe volte, un segno e una cicatrice più profonda di quanto si immagini; così come è stata quella del 35esimo presidente degli Stati uniti John Fitzgerald Kennedy nel lontano luglio del 1963.

 

L’ormai conosciutissimo JFK, il 29 maggio, avrebbe compiuto quest’anno, cento anni e noi de “La Gazzetta del Landi”, vorremmo ricordarlo attraverso il segno che ha lasciato nel nostro Paese.

 

Tutti ormai sappiamo chi è John Fitzgerald Kennedy. Trentacinquesimo presidente degli Stati Uniti d’America, nato a Brookline il 29 Maggio 1917 e morto assassinato a Dallas il 22 Novembre 1963.

In vita, ma anche in morte, poté vantare di aver primeggiato sotto molti aspetti. Jack (come era chiamato dagli amici), infatti, è stato il primo presidente degli Stati Uniti d’America di religione cattolica. Fu anche il primo presidente statunitense a essere nato nel XX secolo e il più giovane a morire ricoprendo la carica (gli sopravvissero tre predecessori: Hoover, Truman e Eisenhower). La sua breve presidenza, in epoca di guerra fredda, fu segnata da alcuni eventi molto rilevanti: la crisi di Berlino del 1961 con la costruzione del Muro, la corsa alla Luna, la conquista dello spazio, l’invasione di Cuba e il progetto segreto per abbattere il regime di Castro con lo sbarco nella baia dei Porci, la crisi dei missili di Cuba, gli antefatti della guerra del Vietnam e l’affermarsi del movimento per i diritti civili degli afroamericani.

 

Ma sapevate che il caro Jack ha anche un forte legame con l’Italia?

La presenza dell’americano nella toponomastica e nei nomi degli esercizi commerciali a lui dedicati nel nostro Paese è più numerosa e comune di quanto pensiate.

 

Innanzi tutto, partendo subito dal nome: “Kennedy” è, il nome straniero più diffuso nella toponomastica urbana italiana, con 1327 presenze tra vie e piazze dei Comuni sparsi in tutta il Paese. Seguono: “Fratelli Kennedy” (96) e “Robert (Bob) Kennedy” (5), per un totale complessivo di 1428. La regione con la più alta densità  da questo punto di vista è la Lombardia con 302 aree intitolate al Presidente (non c’è da stupirsi poiché il Presidente fece un viaggio a Milano e andò a vedere uno spettacolo presso il teatro La Scala; questo ebbe un forte impatto sui milanesi). Seguono Puglia, Sicilia, Campania ed Emilia Romagna.

 
La morte poi fece si che in Italia cominciassero a fiorire e comparire piazze e strade in sua memoria. Dopo l’omicidio di Dallas, il Comune di Roma il 5 maggio 1964 intitolò la prima piazza a Kennedy nel quartiere EUR, a soli 5 mesi e mezzo dalla morte. In questo caso, non si ottemperò all’obbligo di legge che prevede di attendere 10 anni dalla scomparsa di chi si vuole commemorare con una pubblica celebrazione.

L’ “epidemia” Kennedy, non si fermò soltanto a strade e piazze. Il nome è presente in Italia anche nelle insegne, nei nomi degli esercizi commerciali e delle organizzazioni. Gli istituti scolastici si aggiudicano il primo posto (con 45 presenze), seguiti dal settore della ristorazione (che con bar, alberghi e ristoranti conta 43 presenze).

Nel 1998 Seat PG realizzò una ricerca in merito alla presenza del suddetto nome in Italia, dalla quale emerse che il nome “Kennedy” compariva 1082 volte e si piazzava già al primo posto tra i personaggi stranieri a cui erano dedicate le strade e le piazze d’Italia, con quasi il triplo di presenze rispetto a Salvador Allende, Gandhi, Albert Einstein e Pablo Picasso.

Negli Stati Uniti, circa 65mila famiglie portano il nome “Kennedy” (un po’ come Rossi in Italia): questo termine risale all’antico gaelico e in celtico può significare “capo tribù” o “testa bruttissima”. Anche il secondo nome del Presidente, Fitzgerald, ha avuto forte impatto sulla popolazione americana: se nel 1961 non nacque nessun bambino con questo nome, nel 1964 ce ne furono ben 195.

 

Come si vede, Jack, continua e continuerà per molti anni ad influenzare non solo la cultura americana, ma anche quella mondiale. Una presidenza, quella di Kennedy, che, nonostante la sua esigua durata, ha avuto una continuità nella storia ineguagliabile a qualsiasi altra presidenza americana. Cent’anni di storia, cent’anni di grandezza: John Fitzgerald Kennedy, 29 maggio 1917-23 Novembre 1963.

Matteo Molteni