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INTERVISTA A DANTE DE ANGELIS

In riferimento al deragliamento del 25 Gennaio 2018 abbiamo intervistato Dante De Angelis, un ferroviere macchinista e Sindacalista delegato per la sicurezza. Fu licenziato il 13 agosto 2008, e successivamente reintegrato, per le sue dichiarazioni sul caso degli Eurostar “spezzati”.

Da quanto tempo lei è macchinista?

Da 37 anni, quindi dal 1981

È ancora attivo nell’attività sindacale? Ed è ancora Rappresentante dei Lavoratori per la sicurezza?

Si, sono stato eletto RLS, una figura prevista in tutte le aziende dal decreto legislativo 81 del 2008. Come tale, mi occupo dell’igiene, della salute e della sicurezza sul lavoro, che nel caso delle ferrovie non riguarda solo chi lavora ma anche chi viaggia.

Quali sono le qualità/competenze indispensabili  per un rappresentante della Sicurezza sul Lavoro?

La principale qualità è quella di essere in produzione, ovvero essere fisicamente presente sul lavoro; deve essere quindi un lavoratore tra i lavoratori, solo così può conoscere i problemi, le procedure, i rischi, i pericoli e le difficoltà di rapporto tra i vari soggetti aziendali, ma soprattutto per avere la fiducia dei lavoratori.  Inoltre, per fare bene un’attività sindacale, a mio parere, si deve essere integerrimi e preparati, disponibili ed aperti all’ascolto, ovvero quasi un lavoratore modello.

Quali sono le sue valutazioni riguardo al deragliamento del treno il 25 gennaio 2018?

L’incidente di Pioltello è un accaduto gravissimo, anche perché i feriti e i morti potevano essere molti di più. Basta pensare solo a cosa sarebbe potuto accadere se fosse passato un altro treno sui binari attigui; è stato un disastro che solo per circostanze fortuite e casuali non è diventato una catastrofe. Sulle cause non si può ancora dire nulla di definitivo. L’origine potrebbe essere nella rotaia che ha fatto deragliare il treno o qualche pezzo del treno che si è rotto, ma c’è anche la possibilità che le due cose siano connesse. È possibile, solo a titolo di esempio e visto che alcune ruote sono passate regolarmente sulla rottura e rimaste sulla rotaia, che la nona ruota, quella poi fuoriuscita, fosse già danneggiata di suo. Questo incidente mette in evidenza un problema di manutenzione complessivo.

Per noi giovani è importante avere la chiarezza riguardo le informazioni, che cosa è accaduto precisamente a lei? Cosa ha fatto che ha fatto tanto scalpore presso i piani alti delle ferrovie dello Stato?

Avevo denunciato pubblicamente un incidente riguardante lo spezzamento dei treni Eurostar appena rimessi in circolazione con la nuova verniciatura, che oggi conosciamo tutti come ‘frecciarossa’. Mi hanno accusato di aver danneggiato l’immagine dell’azienda, al punto di aver irrimediabilmente compromesso il rapporto di fiducia, da qui il licenziamento. In realtà il lavoro per la sicurezza che con tanti compagni di lavoro svolgiamo, è finalizzato a tutelare anche l’azienda. Siamo infatti noi ferrovieri quelli che più di tutti hanno a cuore le sorti delle ferrovie. Ed a volte è utile anche fare delle critiche alla propria azienda per migliorarla. Anche perché molti dirigenti che rappresentano temporaneamente l’azienda, dopo qualche anno, sono altrove a dirigere altre aziende. Mentre noi siamo sempre qui su questi treni e su questi binari, a tutte le ore del giorno e della notte.

Qual è, secondo lei, la situazione attuale concernente le ferrovie italiane? I controlli vengono fatti periodicamente?

I controlli vengono fatti con regole sempre più severe ma evidentemente non è ancora sufficiente. La prevenzione è una cosa molto importante: per questo chi si occupa di sicurezza preme affinché siano studiate e adottate delle misure di sicurezza ‘prima’ di un incidente e non dopo. Quindi c’è molto da migliorare.

Cosa ipotizzare per evitare incidenti ferroviari di qualunque genere?

Prestare la massima attenzione a tutti gli allarmi e a tutti i piccoli incidenti, azioni già in atto ma evidentemente non ancora adeguate, e per seconda cosa è importante considerare la vita umana come un bene inestimabile e non un “costo” prevedibile e liquidabile in termini economici.

 Quale messaggio può dare ai giovani?

La vita umana e l’integrità del corpo sono fondamentali in ogni situazione, tutti devono essere consapevoli che l’organismo è una struttura fragile, da proteggere con cura in ogni contesto. Ai giovani dico di fare attenzione ovunque, soprattutto sulla strada, col motorino e l’automobile, ma anche agli incidenti domestici ed all’uso di sostanze che possono danneggiare irreparabilmente la salute e causare esse stesse un incidente. Quando entrerete nel mondo del lavoro, vi invito fin d’ora, a ricordare questa semplice regola: a casa bisogna portare si lo stipendio ma, soprattutto, la pelle. Si lavora per vivere e non per morire.

 

Cristina Magliocchetti