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Una indagine del detective Walter Allen Assassinio a Barton Street

Era una tranquilla giornata primaverile, quando un telefono squillò in un appartamento della Londinese White Hall. Walter si alzò dalla poltrona sulla quale stava leggendo il quotidiano e rispose alla chiamata. Messa giù la cornetta si avviò verso l’attaccapanni posto vicino alla porta di uscita, prese la sua giacca preferita, la indossò sulla camicia bianca e uscì dalla porta di casa. Percorse le strade londinesi fino a Barton Street. Raggiunse la pattuglia di Scotland Yard appostata fuori dalla porta di un’abitazione. Tra gli agenti fuori dall’abitazione se ne distingueva uno, l’ispettore, era evidentemente nervoso e appena vide Walter gli venne incontro: “Buon pomeriggio signor Allen, sono felice che abbia accettato di aiutarci, come al solito non abbiamo toccato nulla fino al suo arrivo. Siamo stati avvisati mezz’ora fa dalla domestica che è rientrata dopo aver fatto delle commissioni e che si è ritrovata questa scena davanti.”. Il detective rispose con un cenno del capo ed entrò nell’appartamento. Appena entrato nell’abitazione faticò da subito a respirare per l’aria calda e soffocante presente. Si avviò verso il soggiorno dove si trovava la scena del crimine: un uomo sulla quarantina riverso a terra con un coltello da cucina conficcato nella schiena. Walter si avvicinò e si accovacciò vicino al cadavere dove notò che il sangue era più liquido di quanto dovesse essere. Probabilmente poco prima doveva essere stata versata dell’acqua su quel pavimento. L’ispettore che aveva seguito il detective disse: “Secondo il medico legale il crimine è stato commesso intorno alle 15.00 e considerando che ora sono le 16.30 circa un’ora prima che ritornasse la domestica”.  Walter continuò ad esaminare il cadavere e scorse nella mano della vittima dei capelli di colore rosso. Non troppo lontano dai piedi della vittima si trovava una sedia di legno caduta all’indietro. Nel parquet sul quale era presente la chiazza d’acqua rosata dal sangue si intravedeva un leggero incavo, come se qualcosa di pesante fosse caduto li. Il detective si rialzò e si avvicinò all’ispettore chiedendogli: Ho finito di esaminare il corpo, potete portarlo via. Quali informazioni abbiamo sulla vittima?”. L’agente rispose: “Il suo nome era Matt Hunt, era sulla quarantina ed era un ricco uomo d’affari. La domestica lavorava per lui da due anni ma tra i documenti della vittima risulta che lui volesse sostituirla dato che avevano discusso ultimamente.”. “Vorrei parlare con la domestica se fosse possibile? disse Allen e l’ispettore annuì. Dopo poco tornò nella stanza con la domestica, Allen la fece accomodare e le chiese di raccontargli la sua testimonianza: Ero appena tornata dalle commissioni affidatemi dal signor Hunt che hanno occupato la mia giornata dalle 14.00 alle 15.30, come d’altronde tutti i giorni, quando sono tornata a casa e notata l’alta temperatura interna, sono andata a cercare il signor Hunt e l’ho visto disteso al suolo in una pozza di sangue.”. “Signora lei era a conoscenza del fatto che il signor Hunt volesse sostituirla?disse Allen e di tutta risposta la domestica si bloccò all’istante stupita dalle parole appena pronunciate dal detective: o non ne sapeva niente o era un ottima attrice. Signora al piano superiore abita qualcuno?La signora ancora stordita dalla situazione fece un cenno col capo, “Si, la signorina White. Walter ringraziò la signora e si diresse verso le scale che portavano al piano superiore dell’appartamento. Aprì la porta una ragazza sulla trentina molto curata ed elegante, dagli stupendi capelli rossi. La signorina appena si rese conto di aver aperto ad un detective che aveva cominciato a porle domande disse di non avere nulla a che fare con la vittima e di non essere mai entrata nemmeno nel suo appartamento. Walter allora invitò la signorina a calmarsi e a scendere al piano di sotto per parlare con più calma dell’accaduto. La ragazza anche se controvoglia lo seguì al piano di sotto dove Walter cominciò a farle domande: “Innanzitutto vorrei sapere che rapporto aveva con la vittima e se ha notato nulla di strano. Inoltre vorrei sapere cosa ha fatto oggi pomeriggio dalle 14.00 alle 15.30.” La signorina White rispose seccata: “Il mio rapporto con il signor Hunt era un normalissimo rapporto tra vicini e no, non ho notato nulla di strano. Oggi durante quel lasso di tempo sono stata al telefono con il mio manager dato che, non so se lo sa, io sono una modella famosa e quindi non passo molto tempo a casa e senza fare nulla.” Mentre diceva queste cose tirò fuori dalla giacca un pacchetto di sigarette, si mosse verso il camino, prese un accendino che assomigliava più ad un soprammobile e si mise a fumare nervosamente. Walter la guardava incuriosito dal suo atteggiamento ragionando sul fatto commesso. Si diresse verso la pila di documenti sul tavolo si mise a sfogliarli. Nel frattempo la signorina disse che si doveva recare al bagno e si diresse con sicurezza verso una direzione. Il detective si soffermò leggendo delle ricevute che riguardavano l’acquisto di numerosi gioielli da donna. L’ispettore incuriosito si avvicinò a Walter e disse: Vedo che ha trovato qualcosa di interessante Allen, ha capito cosa sia successo? Walter distolse lo sguardo dai fogli che teneva in mano e disse sorridendo: “Certamente, anche se tutto non è come sembra… 

Anna Rosatelli

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