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Guernica non rappresenta scene di guerra: nuove analisi di José María Juarranz de la Fuente

Il Guernica, l’opera più famosa e celebre di Pablo Picasso, sarebbe in realtà un ritratto di famiglia e non la rappresentazione pittorica della Guerra civile Spagnola, a sostenere questa tesi è lo storico ed ex docente di storia dell’arte, José María Juarranz de la Fuente. La teoria rivoluzionaria dello storico parte dal titolo, il quale, secondo De La Fuente, non è stato scelto da Picasso bensì da un suo amico che vedendo il dipinto dopo l’inizio degli schizzi preparatori, esclamò: ͟Guernica!. L’opera è quindi una sorta di autobiografia allegorica del pittore, che scelse di rappresentare la propria vita dividendola in tre drammi principali. Juarranz, con diversi studi fatti sull’artista, è stato in grado di individuare questi tre momenti drammatici che hanno segnato la vita di Picasso. Il primo, avvenuto nel Natale del 1884, fu il terremoto di Malaga a causa del quale il pittore, all’età di soli tre anni, fu costretto ad abbandonare la sua casa insieme alla madre incinta della sorella minore; il secondo fu il suicidio dell’amico Casagemas, che segnò profondamente la vita del pittore e aprì la fase pittorica denominata ͞blu.  Ultimo dramma, fu il divorzio dalla moglie Olga. Dopo aver analizzato la vita di Picasso, De la Fuente ha collegato alle figure rappresentate alcune delle persone presenti nella vita del pittore. L’immagine del toro ad esempio, alluderebbe allo stesso Picasso, mentre quello dell’uccello all’amante Dora Maar. Il guerriero morto potrebbe essere Casagemas, l’amico di Picasso. Rappresentarlo avrebbe aiutato il pittore a liberarsi da questo dolore interiore, svolgendo quasi un atto di purificazione. Una teoria quindi che ha contribuito a riaccendere l’attenzione verso quest’opera straordinaria e che non mancherà dal suscitare polemiche.

Raponi Chiara

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