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GIOVANNI FLORIS INCONTRA GLI STUDENTI DEL LICEO SCIENTIFICO ASCANIO LANDI

Il noto conduttore televisivo della trasmissione “Dimartedì” Giovanni Floris è stato invitato presso il Liceo Scientifico Ascanio Landi di Velletri per presentare e discutere il suo ultimo libro “Quella notte sono io”, che ha come temi principali il “bullismo” e la “diversità”
L’incontro, al quale hanno partecipato quasi tutte le classi terze dell’istituto oltre ad alcuni genitori, si è svolto all’interno dell’aula magna del Liceo, la quale è stata letteralmente riempita.

A seguito di una breve introduzione del preside, il professor Roberto Toro, con la quale ha tenuto a ringraziare Floris della sua disponibilità e presenza, la parola è passata dapprima al coordinatore dell’incontro, il giornalista Ezio Tamilia, il quale ha posto alcune domande a Giovanni Floris inerenti al libro, poi agli alunni, i quali a loro volta si sono dimostrati particolarmente attivi e interessati alla discussione con ottime domande.

Il tema centrale del racconto è stato, come detto in precedenza, il “bullismo”, in tutte le sue sfaccettature, senza però mai uscire dal tema centrale del racconto: “Il bullismo è un po’ ovunque, anche nella politica!”, ci dice il giornalista.

Non si è parlato dunque di bullismo nella maniera scontata che tutti immaginiamo, bensì il discorso è stato ampliato in tutti i campi possibili.

“Ho scritto questo libro prendendo spunto dai fatti dai troppi fatti di cronaca di violenza e di bullismo tra adolescenti”, spiega Floris. “Più che sul senso di colpa, ho voluto fare un racconto sul senso di responsabilità e sulla capacità di essere presenti a se stessi mentre si prendono le decisioni. Sempre più ragazzi perdono questo significato ed è questa, purtroppo, una cosa tipica dei nostri tempi”. “Comprendere la portata di un’azione non è sempre facile – aggiunge – così come lo sono l’essere in grado di apprezzare le differenze e il coraggio di difendere quelli che, sul momento, sembrano essere più deboli. Tutti siamo deboli e forti e nessuno è più forte dell’altro”. Cosa fare, dunque, in proposito? Floris non ha alcun dubbio: “occorre insegnare alle vittime a fortificarsi e portare i carnefici a ragionare sulle conseguenze che possono avere i loro atti. La differenza non è una patologia, quello che importa davvero è l’unicità, non dimentichiamolo.”

Un incontro possiamo dire proficuo per tutti, soprattutto per gli alunni, i quali al termine della conferenza hanno avuto l’opportunità di farsi autografare il libro e scattare una foto ricordo con Floris.

 

Francesco Candidi