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Giornalismo e immigrazione: come parlano i media dell’immigrazione?

Il 6 aprile alcuni ragazzi del liceo Ascanio Landi si sono recati al Centro Astalli di Roma per partecipare ad una conferenza sui media e su come viene trattato da essi il tema dell’immigrazione. Con la giornalista Chiara Righetti del giornale ͞La Repubblica͟ i ragazzi hanno dapprima conosciuto un aspetto generale della situazione immigrati in Italia con un piccolo quiz. I dati ricavati, seppur molto approssimati mostrano una situazione alquanto grave con la presenza di circa 5 milioni di immigrati stranieri ͞regolari͟ e 500 mila ͞irregolari͟ o clandestini. Va specificato però che quest’irregolarità non è dovuta dalla delinquenza di questi individui quanto al fatto che nell’ultimo periodo le regole per ricevere un permesso di soggiorno sono state rese più rigide. Tra gli immigrati regolari poco più della metà sono donne (circa il 52%) e solo il 25% sono invece bambini e tutti sono per la maggior parte cristiani. I dati Istat ci mostrano anche che nell’ultimo periodo sono sbarcati sulle coste dell’Italia meridionale circa 120mila immigrati che, in confronto ai 5 milioni, sono relativamente pochi. Tutti questi dati sono stati ricavati dai ragazzi solo con l’aiuto della giornalista e ciò sta a dimostrazione di quanto poco sappiamo di questa situazione; molte persone infatti ignorano la verità e preferiscono credere a tutti i numeri che passano sui giornali. Questo è il punto a cui Chiara Righetti vuole arrivare; lo scopo dell’incontro è spiegare quanto sia facile per i giornalisti manipolare il lettore. Come parlano, allora, i media del tema dell’immigrazione? Per rispondere a questa domanda bisogna capire cosa davvero attira il lettore nel leggere un articolo; il titolo. Essendo esso scritto a caratteri cubitali è ciò che per primo viene letto ma spesso gli viene dato un aspetto allarmistico o completamente distaccato da quello che effettivamente viene trattato nel corpo dell’articolo solo per fare in modo che il lettore lo legga. Ciò non va però condannato del tutto perché con l’avvento della tecnologia il giornale ha visto la sua fama venire meno. Quindi molti giornali parlano della situazione degli immigranti come di un grande campanello d’allarme per l’economia italiana e usano i loro articoli come propaganda per le loro idee, spesso infondate, sulla gravità del tema.

L’incontro si è concluso però con una nota positiva poiché i ragazzi sembrano aver appreso ciò che questa conferenza voleva mostrare cioè che non tutto ciò che appare sui giornale è sempre vero e che il giornalista non deve usare questo grande strumento, ossia la parola, per cambiare le idee del lettore quanto per invece aiutarlo a supportare i propri pensieri.

Giorgia Savo