Crea sito

Quando il gioco diventa una malattia

In molti vanno in rovina a causa di lotto e gratta e vinci 

Girando per Velletri spesso si vedono persone di tutte le età sedute davanti ad una tabaccheria a fissare uno schermo. No, non è una televisione che trasmette un programma interessante, è un semplice schermo dove appaiono dei numeri. Stanno assistendo all’estrazione dei numeri del lotto! E nel frattempo vedi tante altre persone che escono dalla stessa tabaccheria con in mano un biglietto che subito dopo si affrettano a “grattare” con una monetina. Sono i giocatori di Lotto e Gratta e Vinci , pubblicizzati in televisione come una grossa opportunità per diventare ricchi e cambiare la propria condizione di vita, giochi dannosi, ma perfettamente legali, gestiti proprio dallo Stato. E’ un modo per far soldi a spese di chi si illude di vincere chissà cosa e non sa che le probabilità di vincita sono così scarse da poterle definire nulle. In Italia molta gente, purtroppo, va in rovina a causa del lotto e del “gratta e vinci”, per non parlare delle famigerate slot machine all’interno dei bar; tanti spendono così il loro denaro e gli anziani dilapidano le loro pensioni con questi ed altri giochi d’azzardo, del tutto  “legali”. Ma chi è che gioca al lotto o al “gratta e vinci”? Ovvio, chi vuole vincere soldi perché soldi ne ha pochi. E purtroppo l’iniziale  tentativo disimpegnato diventa spesso una vera e propria malattia, chiamata ludopatia, una dipendenza quale alcool e droga, dalla quale è difficilissimo uscire. Si stima, sulla base dei dati forniti dal ministero della Salute,  che siano almeno 900.000 gli italiani “malati” di ludopatia. Quelli che hanno giocato almeno una volta nel 2016 sono 16 milioni. Nonostante i divieti ai minori, sono saliti al 42% dal 39% gli adolescenti attratti dal gioco d’azzardo; addirittura il 7% di loro gioca quotidianamente. Oltre al numero degli adolescenti è preoccupante anche quello degli anziani, molti dei quali sperperano col gioco la propria pensione. Vincere poi è praticamente impossibile, le probabilità di fare una vincita sostanziosa sono equivalenti a quelle di trovare la stessa somma per strada, irrilevante. Si vincono più frequentemente piccole somme, a volte il prezzo del biglietto acquistato, che il giocatore si affretta a “reinvestire” acquistando un nuovo biglietto e perdendo di nuovo. Eppure il fenomeno invece che diminuire aumenta, causa anche l’attuale crisi economica, che spinge tante persone a tentare la fortuna per uscire da una situazione economica difficile, con la letale conseguenza di sprofondare ancor di più ed annegare nei debiti. Ed allora che fare, considerato che quella dei giochi è una notevole fonte di incasso da parte dello Stato, una specie di auto–tassazione a cui il cittadino si sottopone? Forse non si può vietare completamente il gioco, ma sicuramente si potrebbero limitare i fattori di rischio che portano alla ludopatia, iniziando per esempio a togliere il gioco d’azzardo dai luoghi della quotidianità, fare in modo che almeno i giovani stiano lontani da sale giochi e  scommesse, offrendo loro altre opportunità di svago e di ritrovo, prevenendo così deviazioni sociali. Si potrebbero concretizzare queste misure cautelari attraverso l’attivazione di percorsi educativi, culturali o sportivi, in collaborazione con le scuole e con le famiglie.

Anna Rosatelli