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FANTASCIENZA O REALTÀ?

Sentiamo sempre più spesso parlare di intelligenza artificiale e dei progressi fatti dai ricercatori in questo campo, ma cosa potrebbe accadere?

Lo sviluppo della tecnologia ha portato molti benefici all’uomo, soprattutto nel campo delle protesi artificiali che hanno consentito ad alcune persone di riprendere la loro vita, in particolare con la nascita di quelle protesi in grado di captare gli impulsi del cervello tramite dei sensori. Da qui si sono fatti passi da gigante e si cerca sempre più di creare l’intelligenza artificiale che potrebbe rivelarsi un notevole aiuto per le persone oppure un pericolo. Proprio dall’impossibilità di prevedere le conseguenze, sono nati numerosi dibattiti di carattere etico. Vi è infatti l’ipotesi che, una volta creati dei robot in grado di pensare autonomamente e di apprendere, questi si ribellino all’uomo rendendosi indipendenti.

Molti registi hanno scelto questo tema per mostrare le eventuali conseguenze sia positive sia negative. Il film “Io, robot” (2004) diretto da Alex Proyas, ispirato all’omonima antologia di Isaac Asimov, prendeva spunto da questo dibattito, già ritenuto fondamentale nello scorso decennio. Il protagonista è il detective Del Spooner, che si scontrerà con i robot quando tenteranno di ribellarsi agli uomini contravvenendo alle Tre Leggi della Robotica, scritte per regolare il rapporto tra uomini e robot. Gli automi dotati di un’intelligenza propria nel film sono due, come due sono le facce del progresso: una oscura e una positiva. Il primo robot, V.I.K.I., controllerà tutti gli altri androidi portandoli alla ribellione; il secondo invece, chiamato Sonny, è stato progettato con una notevole affinità umana e infatti può provare emozioni. Sonny sarà l’unico androide a non essere manipolato da V.I.K.I. e l’unico alleato degli uomini.

Il film illustra entrambe le realtà e spinge gli spettatori a porgersi delle domande di carattere morale. Queste tematiche stanno diventando sempre più  bollenti ultimamente: quello che fino a qualche anno fa poteva essere ritenuto solo fantascienza, nell’ultimo periodo sta diventando realtà, con la progettazione e la costruzione di androidi umanoidi, alcuni dei quali già in vendita. Iniziano quindi a sorgere molti altri  interrogativi: “Se creeranno dei robot simili agli uomini, potrebbero prendere il nostro posto, prima nel lavoro e poi nella vita?”  “Tentare di mediare le due strade utilizzando il buonsenso potrebbe essere una soluzione o, come spesso accade, la tecnologia diventerà comunque un mezzo di strumentalizzazione e di controllo?”. Nessuno può rispondere con certezza, tutti però possiamo pensare indipendentemente e cercare di dare risposte che portino ad un bene collettivo e non personale, facendoci guidare dalla saggezza.

Addessi Seila