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ELEZIONI POLITICHE 2018: IL ROSATELLUM BIS

Il 4 marzo 2018 si svolgeranno le elezioni per il nuovo Parlamento e per i governatori del Lazio e della Lombardia.

Una delle novità più importanti di queste elezioni sarà il Rosatellum Bis, la nuova legge elettorale che verrà utilizzata per la prima volta proprio il 4 marzo; è un sistema misto, il quale prevede l’elezione del 37% dei seggi con il maggioritario e del 61% con il proporzionale. Ossia, la differenza fra proporzionale e maggioritario si può riassumere così: il maggioritario favorisce la governabilità, il proporzionale favorisce la rappresentativita e il restante 2% riguarda la sezione Estero. Bisogna inoltre dire che il Rosatellum Bis è una legge accentuatamente proporzionale rispetto alle precedenti le quali avevano un premio di maggioranza più ampio. Vi sono, quindi, fattori che possono determinare un risultato incerto, ad esempio: la possibilità di presentarsi in coalizione e la mancanza del voto disgiunto (cioè, il sistema elettorale che prevede la possibilità di esprimere due voti, uno per la scelta del partito, l’altro per quella del candidato; l’elettore può così esprimere la preferenza anche per un candidato di un partito diverso da quello scelto).

Di seguito sarà illustrato, in modo più specifico, il metodo ed i cambiamenti che riguardano questa nuova legge.

 

La scheda elettorale:

Votare non sarà tanto complicato, ma bisognerà ricordarsi alcuni aspetti. Innanzitutto, il Rosatellum prevede 2 schede elettorali: una per la Camera dei Deputati e l’altra per il Senato della Repubblica. Si voterà con la singola scheda sia la parte proporzionale sia quella maggioritaria. Accanto ai nomi dei candidati ci saranno i simboli dei partiti che lo sostengono e i nomi dei relativi “listini” bloccati, che compongono la parte proporzionale.

Si potrà votare principalmente in due modi:
1)la croce va messa sul simbolo del partito e in questo modo il voto si estende anche al candidato dell’uninominale (il sistema elettorale nel quale il territorio è suddiviso in tanti collegi quanti sono i deputati da eleggere in ciascuno dei quali viene eletto uno solo tra i candidati in lizza);
2)il segno viene fatto sul nome del candidato e in questo caso ci sono altre due possibilità:
2.1)se il candidato dell’uninominale è collegato a un solo partito, il voto si trasferisce interamente al partito;
2.2)se il candidato è sostenuto da una serie di partiti, il voto si trasferisce ai partiti in maniera proporzionale ai voti ottenuti in quella circoscrizione.

Inoltre, sulla scheda elettorale, saranno stampate le istruzioni per il voto e per la prima volta sarà inserito un tagliando antifrode (un codice numerico che sarà controllato dagli scrutatori nel momento in cui si riconsegna la scheda, in questo modo si cercherà di impedire lo scambio con schede elettorali già votate).

 

Le coalizioni:

Il Rosatellum prevede le possibilità di coalizzarsi grazie ad una semplice dichiarazione di apparentamento. Al momento di presentare le liste, invece, i singoli partiti (non le coalizioni) devono indicare il programma e il “capo” politico.Al momento la coalizione di centrosinistra presenta il PD, la lista Più Europa di Emma Bonino, Civica Popolare di Beatrice Lorenzin e Insieme (Verdi e Socialisti). Il centrodestra, invece, si compone di Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e Noi con l’Italia di Fitto e Cesa. Corrono da soli, invece, Movimento 5 Stelle e Liberi e Uguali di Piero Grasso.

 

Le soglie di sbarramento:
Con il termine soglia di sbarramento si intende un livello minimo di voti necessari per accedere alla ripartizione dei seggi. Con questa nuova legge elettorale la quota proporzionale è prevista a una soglia del 3% su base nazionale, sia per la Camera sia per il Senato, con la sola eccezione dei partiti che rappresentano le minoranze linguistiche per le quali, nella regione di riferimento, la soglia è fissata al 3%. Per le coalizioni, invece, è prevista una soglia minima del 10%, ma all’interno dell’alleanza almeno un partito deve prendere il 3%. I voti delle liste coalizzate che non raggiungono il 3%, ma superano l’1%, vanno assegnati alla coalizione.

 

Alla Camera:
Dei 630 seggi di cui si compone la Camera, 232 saranno assegnati con collegi uninominali maggioritari: in pratica, i candidati si sfid

 

 

ano tra loro, e chi prende più voti vince. Gli altri 386 saranno assegnati in collegi plurinominali composti da piccoli “listini” bloccati. Sono 12 i posti destinati alla circoscrizione Estero.

 

Al Senato:
Dei 315 seggi disponibili ne saranno assegnati 116 con i collegi uninominali e 192 nei collegi plurinominali . Sono 6, invece, i posti destinati alla circoscrizione Estero.

 

Aurora Ierussi.