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ELEZIONI IN FRANCIA

Le  elezioni presidenziali francesi del 2017 che sono si tenute il 23 aprile (primo turno) e il 7 maggio (secondo turno) hanno visto l’elezione di Emmanuel Macron. Macron (En Marche!) è andato al secondo turno con il 24,01% delle preferenze, insieme a Marine Le Pen (Front National) che ha raggiunto il 21,30%.. Al secondo turno Macron ha ottenuto il 66,1% e la Le Pen il 33,9%.

Alta però è stata la percentuale degli astenuti, ovvero degli elettori che non si sono sentiti rappresentati dai due candidati e che, pertanto, hanno preferito disertare le urne.

Il 7 maggio 2017 Emmanuel Macron è stato eletto presidente di Francia all’età di  39 anni. Alla notizia della vittoria da parte di Macron è esploso un boato di gioia e migliaia di bandiere francesi hanno sventolato davanti alla piramide del Louvre, a Parigi. Al contrario al Chalet du Lac, locale nell’Est di Parigi dove la candidata del Front National, Marine Le Pen, ha organizzato la serata elettorale dopo il ballottaggio, i sostenitori hanno intonato la Marsigliese (canto dei rivoluzionari francesi, in seguito adottato dalla Francia come inno nazionale). La prima dichiarazione dell’ ottavo presidente della Repubblica francese è stata la seguente “una nuova pagina della nostra storia si apre stasera”. Successivamente il presidente, dal quartier generale di Parigi, ha aggiunto: “Difenderò la Francia e l’Europa”.  Dopo aver votato con la moglie Brigitte nel seggio di Le Touquet, nel nord della Francia, Macron si è recato al Louvre di Parigi.  Qui Macron ha percorso da solo tutto il perimetro del grande museo sullo note dell’Inno alla Gioia di Beethoven (l’inno dell’Europa) davanti all’enorme folla che lo aspettava. Successivamente ha aggiunto ”Stasera la Francia ha vinto, ,chi diceva ‘non è possibile’ , non conosce la Francia”. Alla fine del discorso, Macron è stato raggiunto sul palco dalla moglie la quale si è mostrata commossa ed emozionata; in seguito il nuovo presidente è stato raggiunto da i tre figli con i 7 nipoti e  vari amici della coppia.  Naturalment i programmi elettorali hanno mostrato differenze sostanziali: se Le Pen proponeva di uscire dall’Euro, Macron è il competitor più europeista della storia politica francese recente; se il leader di “En Marche” non ritiene l’immigrazione tra le cause principali del terrorismo francese, Marine pensava di “fermare l’immigrazione legale ed illegale” in particolare dai paesi musulmani. La Francia è stata sconvolta, negli ultimi anni, dal terrorismo di matrice islamista ed anche per questo il tema della sicurezza è uno fra i più sentiti dall’elettorato. Marine Le Pen  prevedeva l’abbandono di Schengen per ristabilire le frontiere nazionali e la punizione per indegnità nazionale per quei cittadini francesi radicalizzati tenuti sotto sorveglianza. Le Pen intendeva anche “mettere in pratica un piano di tolleranza zero delle banlieu e rimettere sotto controllo le zone far west”, riferendosi ovviamente alle periferie delle grandi città francesi in gran parte abitate da cittadini di religione musulmana. Per riuscirci era disposta a colpire la criminalità minorile ed  ad aumentare di 40.000 posti la capienza carceraria. Come è noto, la leader del Front National proponeva la linea dura sull’immigrazione: espatrio dei criminali stranieri attraverso accordi bilaterali, stop alla naturalizzazione degli stranieri entrati illegalmente in Francia inoltre prevedeva di accogliere un massimo di 10.000 immigrati l’anno (attualmente la Francia ne accoglie 220.000)

Anche Emmanuel Macron propone di aumentare la dotazione delle carceri francesi per 15.000 nuovi posti. Il candidato liberale intende inoltre aumentare l’organico delle forze di polizia di 10.000 unità e la spesa per la sicurezza.  A sorpresa nelle ultime settimane ha proposto un servizio militare obbligatorio mensile per tutti i giovani, sul modello di quanto proposto in Italia dalla Lega di Matteo Salvini.

Non compaiono invece nel programma provvedimenti forti sull’immigrazione, se non la creazione di una guardia transfrontaliera europea per la salvaguardia delle frontiere esterne dell’Unione.

Il voto con il quale un’ampia maggioranza dei francesi ha scelto Emmanuel Macron come prossimo presidente della Francia è stato un sì  all’Europa e un rifiuto chiaro del nazionalismo. La vittoria di Macron può essere considerata come una boccata d’aria dopo che i populismi avevano celebrato massicci trionfi nel 2016. La vittoria di Macron è stata considerata per la maggior parte positiva ma nonostante ciò continuano a diffondersi monumenti nazionalisti e sovranisti in  Europa.