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Una dolce commedia dagli amari risvolti

Dopo il grande successo in patria, dal 20 Aprile, il capolavoro diretto da  Hugo Gelin e messo in atto dal brillante Omar Sy, “Famiglia all’improvviso”, ha già venduto più di 2,6 Milioni di euro battendo ogni previsione e record precedentemente stabilito.

All’inizio del film incontriamo Samuel, protagonista della storia che, impegnato nel suo lavoro sulla Costa Azzurra, si diletta nel sedurre ogni giovane ragazza che incontra; quando una sua vecchia fiamma torna alla sua porta, la sua vita cambierà per sempre…Samuel si ritroverà a dover gestire una bambina tutto solo. Una serie di avvenimenti lo porterà a Londra alla ricerca della madre della piccola, qui si ritroverà in un turbinio di situazioni e conoscerà persone molto importanti per la sua vita e per quella di Gloria. Otto anni dopo troviamo un Samuel completamente trasformato, finalmente si prenderà delle responsabilità e crescerà sua figlia nel miglior modo possibile. Il ritorno inatteso della figura materna stravolgerà il piccolo mondo fatto di giochi e sorrisi che Samuel ha creato per sua figlia e da questo momento il film sarà ricco di colpi di scena.

Quello che rende questo film un capolavoro non è la strabiliante bravura di Omar Sy , o almeno non del tutto, ma è l’alternarsi di temi comici, come quello di un padre un po’ combina guai, a temi più seri e drammatici, come quello dell’abbandono di un figlio. Seguendo un po’ quello che è un’opera cinematografica nota agli italiani come “La vita è bella”, Hugo Gelin decide di improntare il suo film sulla risata, perciò anche nei momenti più travolgenti della storia, in cui il pubblico in sala non riesce a trattenersi dal piangere o in cui si fa scappare dei gemiti di tristezza, non perde mai la sua ilarità, rendendo così più facile il mandare giù dei bocconi veramente pesanti. Quello che una persona potrebbe domandarsi è: Come avrei reagito io se fossi stato il protagonista?! O anche: Cosa avrei fatto nei suoi panni? La maggior parte degli spettatori intervistati all’uscita dalla sala, in un clima di emozione e tristezza, ha risposto che avrebbero fatto lo stesso, ovvero rendere la vita del bambino/a il più facile possibile senza fargli pesare il fatto di non avere un genitore (un buon 75%); altri hanno risposto che nella condizione psicologia del protagonista in quel punto della storia, avrebbero lasciato perdere, affidando la bambina a delle persone più competenti (visione ovviamente più istintiva). Per concludere, quindi, vi domando: Voi cosa fareste al posto di Samuel?!

Dario Di Giacomantonio