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CONFERENZA SUL CYBER BULLISMO AL LANDI

Il 12 febbraio 2018, nell’istituto superiore Ascanio Landi, si è tenuta una conferenza sul bullismo, in particolare sulla tipologia più frequente ai giorni d’oggi, cioè il cyber bullismo. La definizione di cyber bullismo è: “Atto aggressivo, prevaricante o molesto compiuto tramite strumenti telematici”. Quindi il cyber bullismo avviene attraverso i social network ed è per questo motivo che è attualmente molto diffuso. Sono molteplici gli aspetti di come si viene bullizzati; per molestie: il bullo invia frasi volgari e violente; denigrazione: il bullo diffonde opinioni e commenti che minano la reputazione; violazione della privacy: il bullo ruba informazioni private e le usa impropriamente; esclusione: il bullo esclude la vittima dai gruppi social; persecuzione: le molestie del bullo vengono ripetute più volte. Questo bullismo causa nella vittima un malessere fisico e soprattutto psicologico che si manifesta in incubi, attacchi d’ansia ecc… Con il tempo le vittime mostrano insicurezza e svalutazione di sé fino a disturbi psicologici più gravi quali ansia e depressione che spesso, nel peggiore dei casi, sfociano nel suicidio. Riguardo quest’ultimo argomento sono stati fatti vedere dei video, uno di questi parlava appunto di una ragazza che per delle pesanti accuse e prese in giro, dopo essere stato postato un video che la riprendeva ubriaca ad una festa, è arrivata a suicidarsi. In aula, questo breve video, ha suscitato molto scalpore e amarezza, ma la parola che ha accomunato il pensiero della maggior parte delle persone presenti è stata “rabbia”. Il cyber bullismo è, quindi, ancor più psicologicamente devastante del bullismo. Infatti questi atti di bullismo spesso non possono essere cancellati o, se venissero eliminati, avrebbero comunque già raggiunto una diffusione capillare incontrollabile. Il cyber bullismo genera, quindi, ferite inguaribili proprio perché il fenomeno si autoalimenta ed è impossibile da controllare per il singolo. Come è punito oggi il cyberbullismo in Italia? Questi comportamenti rappresentano un vero e proprio reato, quindi possono essere denunciati e comportano delle pene.
Come sconfiggere questo bullismo? Come prima cosa parlarne con i genitori o altre persone adulte fidate. Se la faccenda fosse più delicata sarebbe meglio recarsi alla polizia postale e denunciare il fatto. Invece  se foste testimoni di atti di bullismo la questura di Roma ha creato un’applicazione che permette di segnalare queste azioni. L’applicazione in questione si chiama You Pol, che permette di interagire con la Polizia di Stato inviando segnalazioni relative a episodi di bullismo. Le immagini ed il testo che vengono trasmesse all’ufficio di polizia sono geolocalizzate e consentono di conoscere in tempo reale il luogo degli eventi.

Matteo Rosati